Trenta giovani “cacciatori di suoni” per salvare dialetti, canti e memorie orali dall’oblio

Casacalenda è già nota come il borgo più creativo del Molise: dal 1990, grazie al progetto Kalenarte, le sue strade e i suoi vicoli ospitano opere di artisti internazionali che dialogano con la pietra e la natura collinare della provincia di Campobasso. Ma questa volta, nell’11 e 12 luglio scorsi, protagonista è il suono, quello più fragile e difficile da conservare: la voce degli anziani, il ritmo dei mestieri artigiani, il cadere del dialetto da una generazione all’altra.
Nella Sala comunale “Il Filo di Achille Pace”, ha preso ufficialmente avvio la fase operativa di “Suoni del Molise – Sound Heritage Lab”, il progetto che punta a costruire l’archivio sonoro del Molise, un Museo del suono fisico e digitale, oltre al festival diffuso “Echi del Molise”.
Il cuore delle due giornate è stato “Hack the Sound”, un hackathon dedicato alla selezione dei futuri protagonisti dell’iniziativa. Trenta giovani provenienti da tutto il Molise si sono confrontati in gruppo sulle tecniche di documentazione etnografica, audio-video e gestione culturale che saranno alla base del loro percorso. Al termine della due giorni verranno selezionati i 15 partecipanti al percorso formativo, sulla base del quale sarà individuato il gruppo di “sound hunters” che, nei prossimi mesi, lavorerà fianco a fianco con gli anziani over 65 delle comunità per costruire l’Archivio Sonoro del Molise.
Il cuore del progetto è lo scambio intergenerazionale: dalla collaborazione tra giovani e anziani nasceranno il Museo del Suono digitale e interattivo, itinerari di turismo culturale ed esperienziale e una start-up culturale che gestirà questi servizi in modo autonomo e duraturo.
Il progetto è promosso dal Comune di Casacalenda come capofila, insieme a Larino e Civitacampomarano, e vede la direzione artistica di Tudor Laurini (Klaus) con un partenariato che unisce l’Università degli Studi del Molise, la Fondazione Molise Cultura, la Fondazione Macte, MoliseCinema e la cooperativa giovanile “Wayouth”.
La sindaca Sabrina Lallitto ha sottolineato come la risposta ricevuta sia un segnale importante per un territorio che troppo spesso viene raccontato solo attraverso lo spopolamento. Questa volta, al centro c’è invece una scommessa sul futuro: trasformare la memoria sonora in risorsa viva, professionale, condivisa.
Rosita Laudano