“Insieme funziona, da soli mica tanto”

Nella mission dell’AIPD MOLISE guidata da Giovanna Grignoli, l’obiettivo di una società più inclusiva, grazie all’autonomia ed al lavoro delle persone con sindrome di Down

Sono sempre più frequenti i casi di grandi aziende come Bulgari e di società multinazionali come McDonald’s che accolgono, stabilmente, negli organici chiamati a lavorare nei punti vendita, persone affette da sindrome di Down. Nuove opportunità che si creano nel mondo del lavoro, anche, grazie al preziosissimo lavoro di educazione e di formazione della persona con disfunzionalità intellettive, svolto dalle Associazioni di volontariato come l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down): Associazione ETS ed APS costituita nel 1979 a Roma, con una prima sezione nata a Viterbo, con l’iniziale denominazione di Associazione Italiana Bambini Down (A.B.D.), che ottenne, per la prima volta, il riconoscimento della personalità giuridica con il DPR.n.118 del 18 Marzo 1983 (quindi, iscritta negli Albi del volontariato, sia regionale che comunale e nell’Anagrafe nazionale delle Onlus) e che, nel 1992, l’Associazione assunse l’attuale denominazione AIPD, per poter rappresentare tutti  (non soltanto i bambini).

L’AIPD celebra, in Italia, la sua campagna principale ogni autunno, mentre, a livello globale, condivide la Giornata Mondiale della Sindrome di Down il 21 Marzo di ogni anno, organizzando eventi di sensibilizzazione e banchetti in città, per la vendita della cioccolata solidale: “Insieme funziona, da soli mica tanto” è stato il titolo della più recente Giornata Mondiale, che ha evidenziato la solitudine sociale, relazionale ed emotiva delle persone con sindrome di Down, che avviene quando si affacciano all’età adulta e quando restano prive del sostegno familiare.

Tra le attuali 54 Sezioni presenti in tutta Italia, c’è la Sezione di Campobasso, l’AIPD Molise, attiva, tutto il territorio regionale fin dal 1995 e che accoglie, abitualmente, una ventina di persone con Sindrome di Down, in prevalenza adulte (oltre a queste c’è un esiguo gruppo di ragazzi di più giovane età che, nella struttura, affronta periodici esercizi di musicoterapia ed arteterapia), presenti sia nel “Centro diurno Casanostra” in Via Montegrappa 31, attivo dal 2005: primo centro socio educativo per persone con Sindrome di Down, nato a Campobasso, per  imparare a vivere e conoscere le regole, condividendo servizi di residenzialità sperimentale e percorsi di autonomia e di inclusione sociale, che nella cohousing “Una Casa per domani”, che rappresenta un punto di arrivo rispetto all’attività formativa già svolta nel centro diurno e dove gli adulti con sindrome di Down conoscono la libertà di vivere la residenza messa a disposizione dall’AIPD, con regole meno stringenti e più vicine ai propri desideri.

La sezione di AIPD Molise è stata fondata da Giovanna Grignoli, quest’anno, insignita del titolo onorifico di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica e che, nel corso della sua carriera professionale, è stata regista e programmista della Rai, dal 1977 al 2012, contribuendo al successo di trasmissioni come “Un posto al sole” e che ha insegnato Comunicazione presso l’Università degli Studi del Molise dal 2000 al 2010.  

Tutto nacque in seguito alla prematura dipartita del figlio Marco, nato con sindrome di Down, avvenuta nel 1993: esperienza che ispirò la scelta di Giovanna Grignoli di condividere insieme ad altre 8 famiglie con persone affette da Sindrome di Down, la fondazione della sezione dell’AIPD Molise, nel 1995. La prima sede dell’Associazione fu rappresentata da un interno presente in un sottoscala della Curia Arcivescovile di Via Mazzini, a Campobasso, concesso dall’Arcivescovo dell’epoca, Mons. Ettore Di Filippo. Ci fu quindi una sede in Via IV Novembre e, successivamente, in Via Matteotti, frutto del dono dei comici di Zelig (amici e colleghi della Grignoli),  mentre, nel frattempo, nasceva, nel 2005, l’attuale sede del “Centro diurno Casanostra”  in Via Montegrappa 31, dove, oggi, vengono svolte attività “riabilitative”, grazie ad un progetto, all’epoca, finanziato dalla Fondazione Allianz Umana Mente di Milano.

Mentre la cohousing attuale, presente in Via Roma, “Una Casa per domani”, fu fondata nel 2022, grazie ad un progetto condiviso con Banca Intesa, con la Fondazione Cesvi e a un crowdfunding che coinvolse cittadini ed imprese, in seguito ad un contratto di un comodato d’uso pluriennale, stipulato con la Parrocchia della Cattedrale di Campobasso, in collaborazione con l’Unitalsi Molise, che contribuì alla ristrutturazione e all’allestimento degli arredi.  

Almeno 4 persone con sindrome di Down, provenienti da tutto il territorio regionale, condividono, a rotazione, l’accompagnamento verso l’autonomia, nella sede di Via Roma, occupandosi della cucina e imparando a gestire tutte le attività richieste dalla quotidianità di una casa in comune. Non mancano i laboratori artistici per la realizzazione di originalissimi centrotavola, le feste, le lezioni di ballo, i momenti dedicati alla lettura, la possibilità di recitare nell’ambito di spettacoli, nonchè di giocare a bocce. Le persone con sindrome di Down che fanno parte di AIPD MOLISE, hanno condiviso l’esperienza di soggiorno dei viaggi organizzati da Erasmus, sono stati nella sede Unesco di Parigi ed hanno, in alcuni casi, maturato esperienze lavorative in Portogallo e in Spagna, nella veste di responsabili di sala o di addetti alla gestione delle camere, nell’ambito di organizzazioni  alberghiere. Alcuni di loro lavorano, oggi, nell’ambito di studi professionali del territorio, piuttosto che nell’ambito di organizzazioni come quella dei fast food McDonald’s.

I momenti di aggregazione sono, soprattutto, quelli generati nel corso dell’Assemblea nazionale, che diviene un momento di confronto fondamentale per fare corretta informazione e per promuovere progetti, come quello che ha consentito di pervenire alla legge sulla disabilità (il Decreto Legislativo 62/ 2004).

La sede romana dell’AIPD si rivela, inoltre, fonte fondamentale, oltrechè per le attività di sensibilizzazione svolte dalle varie sezioni italiane, anche per l’invenzione di oggetti e di strumenti costantemente concentrati sulla centralità della persona con sindrome di Down ed utili alla costruzione della sua autonomìa: come lacci, orologi, portafogli brevettati e libretti di istruzione personalizzati, che possano facilitare e migliorare la sua qualità della vita.

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