La 4A del Liceo Galanti vince il Concorso “Sulle vie della Parità”, proponendo 6 nuovi personaggi femminili per la futura toponomastica del Molise

Alla vigilia di alcuni importanti anniversari come la Giornata dell’Europa, che il 9 Maggio celebra la storica Dichiarazione Schuman del 1950 e dell’anniversario degli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia (10 marzo 1946) e dal riconoscimento del suffragio universale, si è svolto, a Campobasso, nella Sala della Costituzione della Provincia, l’Europe Day 2026 dedicato al convegno “Sulle Vie delle Donne, nel cuore dell’Europa”, che ha ufficializzato il riconoscimento alla 4 ^ A del Liceo Sociale ed Economico “Giuseppe Maria Galanti” del Primo Premio, per la Sezione B “Percorsi”, del Concorso “Sulle vie della Parità”, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, nonchè ad atenei e centri di formazione, per riportare alla luce le donne più significative per la crescita culturale e la storia del Paese.
In tutta Italia, su 24.000 strade presenti nei 20 capoluoghi di regione italiane e intestate a persone illustri, soltanto il 6% risulta intestato a figure femminili della storia.
La toponomastica femminile ispira Il lavoro di ricerca compiuto dalla 4 A del Galanti di Campobasso, che ha realizzato una mappa digitale interattiva che ha riprodotto le caratteristiche storiche, artistiche, enogastronomiche di Campobasso e di altri singoli paesi molisani, associandole alla biografia di 6 personaggi femminili originari dei luoghi menzionati e illustri non per titoli nobiliari ma per meriti legati al proprio impegno sociale. E’ stata, quindi, ricordata la vita di Ada Trombetta, dirigente scolastica, storica e scrittrice campobassana, che dedicò i suoi studi alla divulgazione del patrimonio storico, artistico ed etno antropologico del Molise. Quella della crocerossina Maria Rossi Sabelli (nata nel 1899), oriunda di Campodipietra, imprenditrice e pioniera della sanità privata con la fondazione della Clinica Villa Maria, prima struttura sanitaria della regione, che visse il sapere come servizio, trasformando le cure in puntuali progetti. E con loro è stata ricordata la francese Aline Aubin Battistelli, nata nel 1825, che a soli 5 anni, lasciò la Francia per seguire il padre e che fondò e diresse il primo istituto di educantato femminile di Campobasso, insegnando i ricami e i lavori domestici, con l’obiettivo rivoluzionario dell’emancipazione femminile, perseguita attraverso lo studio. Tra i profili biografici ricordati, anche quello dell’ostetrica missionaria originaria di Oratino, Pia Rosa Fatica (1929), partita per il Camerun, per fronteggiare l’emergenza sanitaria del popolo Bangwa. Quello poetessa Laura Vitone, voce lirica di Sepino, separata dai genitori fin dalla più tenera età, autrice delle rassegne di poesia “La notte della luna” e Lettera Immaginaria”. E quello della pittrice e pianista Elena Ciamarra (1894-1981), figlia di una nobile famiglia molisana di Torella del Sannio, ponte fra la cultura contadina e l’universalità della musica, grazie ai dipinti, agli innumerevoli ritratti con cui costei immortalò la comunità locale e grazie alla prestigiosa attività di musicista che la vide impegnata in Europa e in America. In tutti i casi si tratta di biografie ispirate dalla rassegna dei 44 profili illustrati di donne molisane, estratte dal volume di Rita Frattolillo e Barbara Bertolini “Molise al femminile. BIografie e Storia” (Editrice Lampo), che segna la continuità rispetto ad un’altra pubblicazione delle stesse autrici, del 2007 ” Il tempo sospeso. Donne nella storia del Molise”, atte a disvelare la conoscenza di alcune delle donne protagoniste dello sviluppo culturale, storico, economico, artistico del Molise, dal Medioevo in poi.
La motivazione del successo del progetto “Restituire nomi, restituire spazio. Le donne del Molise nella toponomastica della Parità “, curato dagli studenti della 4^A del Liceo Galanti, del Concorso “Sulle vie della Parità”, promosso dall’Associazione Toponomastica Femminile e giunto alla sua 13ma edizione (“2025-2026”), è stata la consapevolezza della marginalità della presenza femminile nello spazio pubblico, che ha trasformato un percorso di ricerca storica in un’azione di cittadinanza attiva, come ha detto Carmela Basile, la Responsabile di Europe Direct Molise, ricorrendo alla consultazione di fonti di archivio e di testimonianze locali, per realizzare una mappa digitale interattiva della toponomastica che mancava, che ha valorizzato 6 figure femminili, attraverso biografie multimediali, geolocalizzazione dei territori, storytelling, qr code associabili ai luoghi reali e story telling: un lavoro pregevole per la ricchezza, l’originalità e la profondità della documentazione prodotta.
Infatti il lavoro, come ha avuto modo di dire Pasquale, in rappresentanza degli studenti della 4 A del Liceo Galanti, aggiudicatrice del Premio, nel corso dell’evento svoltosi presso la Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso lo scorso mercoledì 6 Maggio, non è stato soltanto un lavoro scolastico, ma un percorso di scoperta, consapevolezza e responsabilità civile che ha analizzato documenti, ricostruito biografie, riflettuto sul valore simbolico delle strade e sul loro valore educativo, maturando la speranza che i sindaci dei paesi molisani possano accogliere tale lavoro, dando lustro a quelle figure femminili che hanno costruito la storia dei nostri territori, affinché la Parità non sia soltanto una parola, ma una nuova strada verso la Parità di genere, da costruire attraverso scelte, simboli, gesti concreti.
All’incontro, coordinato dalla docente del Galanti, Rosalisa Iannaccone, che ha ricordato. agli studenti convenuti, il valore della “Curiositas” ( parola derivante dal termine latino “Cur”) invitandoli a chiedersi sempre il perchè di qualsiasi cosa, ha partecipato, in video conferenza, da Roma, la professoressa Fiorenza Taricone, storica di genere, oltrechè ordinaria di storie delle dottrine politiche e di pensiero politico all’Università di Cassino e Lazio meridionale (dove ha presieduto anche il Comitato Pari Opportunità) ,ricordando che ci troviamo, spesso, a studiare una storia che sembra scritta, prevalentemente, da uomini. Fatta da vincitori, dove i vinti non avevano un nome e le donne venivano, parzialmente, cancellate.” Ad esempio, a Frosinone “- ha dichiarato la prof.ssa Taricone “ho partecipato ad un progetto di ricerca sul territorio che ha consentito di tirare fuori personalità insospettabili, seppellite dalla memoria, rappresentate da una postina, dall’ostetrica, dalla maestra, che hanno consentito di arricchire la comunità di nomi ingiustamente occultati. Con l’Università siamo andati, spesso, a Ventotene, dove è nato il noto Manifesto che ha fondato l’Unione europea e dove Ursula Hirschmann, la moglie di Altiero Spinelli era poco nota. Adesso, dopo l’attività di divulgazione svolta dalla nostra Università, c’è, fuori del Comune di Ventotene, un murale in cui costei viene raffigurata, insieme alle altre donne che hanno contribuito a portare fuori dell’isola e a divulgare quel Manifesto. E’ importante fare un’opera di diffusione che abolisca la distanza culturale fra i grandi personaggi e quelli più piccoli che hanno fatto la storia delle nostre comunità, senza discriminazioni di genere. La storia è più veritiera quando entrambi i generi sono conosciuti nella stessa maniera” – Fiorenza Taricone ha, così, concluso il suo intervento in videoconferenza.
La professoressa Loredana Di Tullio, impegnata nella divulgazione dei temi dettati dalle Pari opportunità di genere, insieme a Francesca Baralla e a Marta De Angelis, all’interno dell’Unimol, ha ricordato l’impegno particolarmente attivo dell’Unione Europea nella promozione culturale della Parità di Genere, attraverso iniziative come questa del concorso, collocata in un orizzonte culturale di grande rilevanza, ispirato dal principio di uguaglianza citato nell’articolo 3 della carta costituzionale che, nel secondo comma, fa riferimento ad alcuni ostacoli come l’invisibilizzazione del contributo femminile, ricordata anche dalla Giudice Emanuela Navarretta, recentemente, nel corso di un altro convegno svoltosi a Campobasso, presso l’ex Gil, da colei che ha redatto una sentenza sul doppio cognome, di enorme importanza, perchè riporta l’uguaglianza tra padre e madre. La professoressa Di Tullio ha ricordato, inoltre, l’importanza della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, dell’11 Febbraio, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015, per promuovere la piena ed equa partecipazione femminile nei settori STEM, che dovrebbe contribuire ad arginare l’effetto Matilda (termine derivato dall’attivista Matilda Joslyn Gage nel XIX sec.), che nega o miminimizza sistematicamente il contributo delle donne scienziate, per attribuire il loro lavoro ai colleghi maschi.
La prof.ssa Loredana Di Tullio, intervenuta all’evento svoltosi presso la Sala della Costituzione della Provincia, al cospetto degli studenti del Galanti, ha quindi rivolto i suoi apprezzamenti per il lavoro svolto, invitando i ragazzi ad ad avere sempre uno sguardo critico, attraverso dei gesti come possono apparire semplici, ma che sono significativi per l’immaginario collettivo: ” La toponomastica urbana rappresenta un forte elemento simbolico, perchè tramanda i riferimenti identitari di una comunità e perchè invita a riconoscere il valore delle persone che hanno contribuito alla storia di una comunità. Gli elaborati dimostrano non solo l’impegno, ma anche la qualità metodologica e una spiccata sensibilità civica. L’Università ha, dunque, un ruolo importante nella diffusione della cultura dell’inclusione e delle differenze. Importanti sono le politiche di pari opportunità che non si esauriscono nel dare un nome. Ma nell’evocarne anche quello linguistico e simbolico”.
Nel corso dell’incontro, il Prof. Matteo Luigi Napolitano, professore associato di Storia delle relazioni internazionali del corso di Laurea in Scienze politiche nella Facoltà di Economia dell’Unimol, ha ricordato le donne che hanno fatto la storia dell’Europa, trasmettendo concetti e valori che sono arrivati fino a noi. E ha citato il libro “Se tu avessi parlato, Desdemona. Discorsi immaginari di donne arrabbiate”, dell’autrice tedesca Christine Bruckner, in cui si parla dei discorsi che le donne avrebbero voluto fare ai propri mariti, come Desdemona che dice ad Amleto, “se io ti avessi parlato, forse non mi avresti uccisa per gelosia”. Ricorda i rimproveri fatti dalle donne, a mariti, figli, fratelli e compagni, illustri protagonisti della storia, come quello di Catherine Lutero a Martin Lutero che non c’era mai a casa, per dedicarsi all’ozio intellettuale della lotta contro il cattolicesimo. “Ci sono atteggiamenti che spesso noi uomini abbiamo per banalizzare il tema della parità, o per intenderla solo come pareggio “- ha dichiarato il prof. Napolitano” -” Invece il modo migliore per raggiungere la parità più autentica, profonda, fatta di incontro, anche non sincronico con donne del passato, avendo il merito di recuperarle, è, per esempio, quello di ricerca, fatto documentandosi e scavando negli archivi” – ha detto il prof. Napolitano, rivolgendosi alla platea degli studenti ” – Avete inventato la toponomastica femminile che già esisteva. Ma attribuendone più valore”. Nel suo intervento dedicato alle madri dell’Europa, Napolitano ha, inoltre, citato il contributo di alcune donne che hanno parlato dell’Europa come spazio civile, in un ordine politico di giustizia e pace, ponendo fine alle guerre interne (dichiarazione di Christine de Pizan, prima scrittrice francese di professione della storia, nel tardo Medioevo). O la dichiarazione di un’esperta studiosa di Isaac Newton che cita il dovere che le idee circolino in Europa, attraverso l’incontro fra le scienze umane di una Repubblica delle Lettere e quelle esatte di una Repubblica delle Scienze. Napolitano ricorda poi la figura di Madame De Stael che apre la letteratura romantica nordeuropea, ed alla quale si deve il principio dell’equilibrio fra le nazioni e uno spazio per l’incontro delle culture nazionali, in cui l’Europa non poteva essere un impero. Ed è sempre di origine femminile l’Europa umanitaria, dei diritti sociali e dell’assistenza sanitaria pubblica. Così come la citazione della baronessa austriaca Bertha Von Suttner, Premio Nobel per la pace nel 1905: “Mai più la guerra per distruggersi.. solo gli esseri umani se la fanno, non le altre specie”. Pace, arbitrato, sicurezza dei popoli, nascono dal suo pensiero. Il Movimento internazionale delle donne per la Pace nasce negli anni Venti grazie al Premio Nobel Jane Addams. Così come Il suffragio universale e il diritto delle donne a votare del 2 giugno 1946, nascono dall’impulso di intellettuali donne. E i principi fondanti dell’Unione Europea del Manifesto di Ventotene trovano Ada Rossi, moglie di Ernesto Rossi e Ursula Hirschman, la moglie di Altiero Spinelli, ebrea scappata ai campi di concentramento, impegnate nella diffusione. Un’altra donna ebrea e deportata ad Auschwitz, fu Simone Veil, il primo presidente del Parlamento Europeo nato per suffragio diretto, dal 1979, impegnata nella promozione dell’integrazione europea…” ha detto il prof. Napolitano ricordando che l’esperienza storica delle guerre ci porta a ricordare che sono un prodotto maschile e che non sono il prodotto di una sensibilità femminile, per cui la missione e l’indagine degli studenti del Galanti comincia, soltanto adesso.
All’incontro sono intervenuti anche Giovanna Viola, Presidente della Commissione Toponomastica Comunale di Campobasso e i Sindaci dei paesi che hanno fatto parte dell’indagine storica dei giovani studenti del Liceo Galanti, come quelli di Sepino, di Oratino e di Torella del Sannio, e che hanno, unanimemente, promesso che dedicheranno una strada o un monumento alle personalità femminili messe in luce dal lavoro degli studenti del Galanti e delle storiografe Rita Frattolillo e Barbara Bertolini.
“Le donne aprono sentieri nuovi che trasformano la realtà, rendendo il mondo più giusto, con la loro presenza e servizio. E l’ostetrica missionaria Rosa Pia Fatica ha portato nel mondo i valori più autentici della nostra terra, come la dedizione, l’umanità, il senso del dovere. L’amore per gli altri” – ha dichiarato la Sindaca di Oratino, Loredana Latessa.
Per il Sindaco di Torella del Sannio, Gianni Meffe, che, alla luce dell’emancipazione femminile raggiunta oggi dalla donna, non è d’accordo sui limiti numerici imposti dalla Legge sulle quote rosa, sarebbe auspicabile intitolare delle strade o dei monumenti in maniera più ampia e generica a tutte le donne, perchè vengano messi in luce il loro valore e la forza, rivelatesi particolarmente importante, all’interno delle famiglie, durante i tempi delle emigrazioni (come durante il disastro di Monongah del 1907), nonchè per le peculiari doti di pragmatismo, di metodicità e costanza che ne caratterizzano, tradizionalmente, l’impegno lavorativo e sociale.
Anche le storiche Barbara Bertolini e Rita Frattolillo sono intervenute al cospetto della platea degli studenti del Galanti, sottolineando la preziosità del lavoro di ricerca compiuto, che ha consentito di conoscere personaggi completamente sconosciuti come Elena Ciamarra o come Irene Pepe, che a Castelbottaccio, salvò, nel 1945, l’intera comunità del paese, e ricordando come molti personaggi femminili del periodo della Resistenza siano ancora sconosciuti e come, soltanto negli ultimi anni, alcuni personaggi femminili italiani famosi come l’astrofisica Margherita Hack e come la patriota Cristina Trivulzio di Belgiojoso abbiano ricevuto legittimi riconoscimenti alla memoria come quelli di sculture in bronzo a loro dedicate ed esposte a Milano.


















