“E’ successo. Può succedere ancora”: incontro alla Colozza di Campobasso

Giornata della Memoria, un dialogo profondo con lo storico Matteo Napolitano: la Shoah narrata ai ragazzi

In occasione della Giornata della Memoria, l’I.C. “Colozza” di Campobasso ha ospitato un evento di grande spessore culturale e umano, organizzato con cura e sensibilità dal Dipartimento di Lettere. Protagonista dell’incontro è stato il professor Matteo Napolitano, docente di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università degli Studi del Molise, che ha guidato gli studenti in un intenso momento di riflessione sulla Shoah e sulla responsabilità della memoria.

Dopo l’introduzione della Dirigente scolastica, Carla Quaranta, che ha richiamato l’importanza dell’evento, l’aula polifunzionale dell’Istituto si è trasformata in uno spazio di ascolto e confronto, dove le parole dello storico hanno saputo intrecciare rigore accademico e profonda umanità. Attraverso un racconto lucido e coinvolgente, il professor Napolitano ha ripercorso le tappe storiche della persecuzione degli ebrei, soffermandosi sul significato della memoria come strumento di consapevolezza e impegno civile.

Ma a rendere davvero speciale l’incontro sono state le domande degli alunni: numerose, attente, spesso toccanti. Uno studente, Lorenzo, ha recitato la poesia “Se questo è un uomo” di Primo Levi, stimolando così riflessioni profonde e contestualizzate. I ragazzi hanno chiesto del perché del male, del ruolo dei testimoni, della responsabilità delle nuove generazioni. Hanno voluto sapere come si può oggi riconoscere e contrastare i semi dell’odio, e quale sia il confine tra memoria e oblio. Domande che hanno colpito lo stesso professor Napolitano, che ha lodato la maturità e la profondità degli interventi. “È fondamentale che i giovani si pongano queste domande”, ha sottolineato il docente, “perché la memoria non è un esercizio del passato, ma una scelta quotidiana di civiltà”.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di educazione alla cittadinanza attiva promosso dalla scuola, che da anni dedica particolare attenzione alla formazione storica e valoriale degli studenti. La Giornata della Memoria, in questo contesto, non è solo commemorazione, ma occasione viva di crescita e dialogo.

Un incontro che ha lasciato un segno profondo, e che dimostra quanto la scuola possa essere luogo di pensiero critico, empatia e costruzione del futuro.

Alla fine dell’incontro, gli studenti sono stati accompagnati dalle note della canzone “Auschwitz” di Francesco Guccini, che nell’ultima strofa così recita:

“Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare”.

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