Storia e paesaggio: riaperte le porte del Castello di Campobasso

Le sfide dell’architettura contemporanea al servizio del progetto di rifunzionalizzazione del Castello Monforte, curato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise.

Da sabato scorso, 31 gennaio, Il Castello Monforte ha cominciato a recuperare il suo rapporto con la città, tornando a rivivere la sua dimensione di spazio pubblico aperto alla fruizione di cittadini e turisti (al momento, soltanto nei fine settimana), per divulgare la storia di un monumento nazionale e icona architettonica, identitaria e storica, della città di Campobasso, frutto dell’opera di ricostruzione promossa, nella metà del 1400, dal feudatario Cola di Monforte, dopo il terremoto del Sannio del 1456 e recuperata, nel 1936, dal Podestà Renato Pistilli Sipio che vi creò, all’interno, un Sacrario Militare con i Caduti della Seconda Guerra Mondiale. 

E’ stato possibile riaprire la struttura, chiusa dal 2022, limitatamente alla sua corte ed al punto panoramico presente sulla terrazza,  grazie all’ultimazione del primo dei tre lotti di un progetto di riqualificazione e valorizzazione curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise, a seguito di una convenzione, da quest’ultima, sottoscritta con l’Ufficio dell’Autorità Urbana di Campobasso, il 16 giugno 2020. L’intervento, durato tre anni e mezzo di lavoro, fu inizialmente ispirato da un finanziamento regionale  (POR FESR FSE MOLISE 2014/2020), di un milione ed ottocento mila euro, richiesto dall’amministrazione comunale presieduta dall’ex Sindaco Antonio Battista e divenuto esecutivo durante l’amministrazione comunale presieduta dall’ex Sindaco Roberto Gravina.

Al taglio del nastro, in veste ufficiale, nel corso dell’evento inaugurale di riapertura al pubblico del castello, di sabato mattina, c’erano la dr.ssa Dora Catalano, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise, la Sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte e l’ex Sindaco Roberto Gravina, alla presenza di amministratori comunali e regionali nel corso di una cerimonia nel corso della quale si sono esibiti i tamburini e gli sbandieratori dell’Associazione Pro Crociati e Trinitari per le Rievocazioni Storiche Molisane, altresì rappresentati, nella circostanza da una coppia di attori, Francesco e Chiara, che hanno indossato gli abiti d’epoca rievocativi dei personaggi storici Altabella di Sangro e Cola di Monforte.     

Il progetto di riqualificazione e valorizzazione è stato curato e diretto dall’architetto Tiziana Mignogna, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, in collaborazione con l’architetto Emilio Iosue (anche per le parti strutturali).  Con la collaborazione dell’ing. Antonio Brunetti per le parti strutturali. Dell’ing. Antonio Tamburro per le parti impiantistiche. Con la collaborazione dell’architetto Giancarlo Manzo, per il collaudo in corso d’opera e dell’impresa edile Zurlo Domenico per la realizzazione delle opere.

Il progetto ha mirato, da un lato, a restaurare e a valorizzare la fedele ricostruzione degli elementi originari, seppure rimaneggiati. E dall’altro, a restituire alla città spazi rinnovati e predisposti per una nuova modalità di fruizione, come nel caso della corte e disvelando luoghi, da sempre, nascosti al pubblico, come quelli delle cisterne, per renderli fruibili a tutti. La sfida all’origine del progetto è stata quella di inserire una nuova architettura, contemporanea, nell’ambito dell’operazione di restauro di un immobile storico, cercando di  preservare, sempre, lo stesso livello di equilibrio fra l’esigenza di tutela di un patrimonio storico, con quella dettata dall’innovazione. 

Nelle opere previste dal primo lotto, ci si è concentrati sulla ristrutturazione della corte del Castello, sia nella parte già rimaneggiata agli inizi del 900, che in quella, successivamente, restaurata dal Podestà Renato Pistilli Sipio  e in quella caratterizzata dalle pavimentazioni messe negli anni ’70, intervenendo, nella corte del castello, con una nuova pavimentazione con lastre lapidee di pietra di Apricena e con gradoni che hanno concorso a dilatare la percezione di uno spazio che è divenuta una piazza, che può all’occorrenza, trasformarsi, in un teatro o in un luogo polivalente, ideale per ospitare eventi culturali e spettacoli. Lo stile della rinnovata corte è rigoroso e minimalista. L’intervento si è soffermato anche sui lavori strutturali, propedeutici per il secondo lotto, riguardanti gli spazi delle cisterne presenti negli ambienti sotterranei (quelli sotto la corte), destinati a divenire utili alla musealizzazione del Castello e, dunque, resi accessibili alla fruizione del pubblico, per raccontare ai turisti la lunga e travagliata storia del castello e delle sue relazioni con la città. E’ stata, quindi, curata  l’installazione dell’ascensore per le persone diversamente abili, attraverso un volume, presente nella corte del castello, che si presenta con una struttura leggera rivestita con pannelli di acciaio corten, quale elemento di collegamento, sia fra le due quote della corte, che con gli spazi interrati. L’acciaio corten è stato utilizzato anche per rivestire un altro volume presente nella corte e destinato ad ospitare i quadri elettrici, ed è parso come il materiale più idoneo per cedere al compromesso del dialogo fra antico e contemporaneo, grazie al processo di ossidazione naturale che potrà, nel tempo, una volta stabilizzata, assumere una cromia calda e terrosa, in continuità ideale con i toni della pietra presente.

Nel secondo lotto degli interventi saranno, in particolare, previsti il restauro del Sacrario Militare (tutelato dal Codice dei Beni Culturali), la rifunzionalizzazione degli spazi ipogei e la prosecuzione delle indagini archeologiche. Saranno, in particolare, restaurate le superfici murarie del Sacrario Militare. Sarà rifatta la pavimentazione interna. Saranno sostituiti gli infissi. Verrà installata una rampa di accesso per garantire la piena accessibilità anche alle persone con mobilità ridotta. Saranno restaurate le 48 lapidi dei Caduti, le cornici, l’altare. Saranno recuperati i beni mobili lignei e metallici, come i quattro bracieri decò, storicamente documentati e gli elementi in ferro battuto della bottega Tucci. Gli ampi ambienti con le volte, delle cisterne di un tempo, saranno trasformati in sale polivalenti per esposizioni, eventi ed attività culturali. 

Il progetto di comunicazione del Castello Monforte è stato affidato alla JustMO’, impresa creativa e culturale, che affiancherà l’utilizzo di strumenti tradizionali, come i pannelli esplicativi e la segnaletica, con le tecnologie digitali avanzate che renderanno la visite immersive e coinvolgenti, attraverso l’utilizzo di dispositivi interattivi, proiezioni murali, video dedicati e contenuti multimediali che consentiranno ai visitatori di esplorare il castello nelle sue diverse fasi storiche, per approfondire temi specifici e comprendere il legame del Castello Monforte con la città e con la figura di Cola di Monforte.

Sempre nell’ambito del secondo lotto è previsto lo scavo del bastione sud-ovest, con la finalità scientifica di far conoscere le tecniche costruttive, i rapporti stratigrafici, gli eventuali riusi degli ambienti fortificati e le nuove informazioni presenti nei percorsi museali.

“L’intervento di qualificazione e valorizzazione servirà a migliorare l’accessibilità e la fruibilità pubblica del castello” – ci ha detto l’ex Sindaco Roberto Gravina – “saranno recuperate le due cisterne nel sottosuolo e saranno previsti i servizi igienici. Con il secondo lotto si supererà la presenza delle antenne. Nel futuro, dovrebbero, infatti, tornare nella piena disponibilità del Comune, gli spazi, attualmente, occupati dalla stazione metereologica dell’Aeronautica Militare e dalla Rai.  Nell’ingresso del Sacrario Militare si recupererà il torrino che consentirà di realizzare un altro ascensore, per consentire alle persone con disabilità di salire all’ultimo piano del Castello, dove verrà  realizzata, con il terzo lotto, una passerella che consentirà una visuale a 360° del Castello. Dal lato dell’ingresso principale, storico, del castello sono previsti dei camminamenti e potrà essere prevista la ricostruzione dell’originale ponte levatoio, oltrechè una piazza, al di là della collina oggi presente, una volta che questa sarà stata consolidata”.

Anche l’architetto Giancarlo Manzo, collaudatore in corso d’opera dei lavori, ci  ha confermato: “Il terzo lotto dovrebbe prevedere la realizzazione dei  camminamenti di ronda e la ricostruzione o la reinterpretazione del ponte levatoio che all’inizio si collegava con la collina” – ci spiega- ” o attraverso la realizzazione di una passerella o di una piazza con veduta panoramica della città, posta in corrispondenza dell’ingresso originario, principale, del castello (quello che si affaccia sulla città). L’obiettivo del primo lotto” – ha proseguito l’arch. Manzo -”  è stato quello di restituire al castello il rapporto con la sua città e con la sua comunità, attraverso la ristrutturazione della corte, quale spazio pubblico utile ad ospitare la realizzazione di incontri e spettacoli, come una sorta di piazza utile ad accogliere ed i cittadini, anche solo per leggere un libro ed incontrarsi”. 

La rifunzionalizzazione di un nuovo potenziale presidio culturale della città appare come l’opportunità di un percorso virtuoso che potrebbe determinare una significativa rinascita culturale, sociale e turistica, grazie a quella congiuntura storica favorevole determinata dalla bontà di quei progetti nati dal lavoro di quei presidi istituzionali a tutela della bellezza di un territorio, chiamati Soprintendenze, dall’accortezza lungimirante delle sue amministrazioni politiche e dall’amore dei suoi cittadini.

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