L’appuntamento a Campobasso lunedì 9 novembre con Michele Denaro

Ci sono parole capaci di attraversare il silenzio, di dare voce alle inquietudini più profonde e di raccontare le contraddizioni del nostro tempo. È da questa consapevolezza che nasce “Orizzonti Interiori, tra l’abisso dell’anima e il grido della società”, il recital di poesia firmato da Michele Denaro, in programma lunedì 9 novembre al Circolo Sannitico di Campobasso, alle ore 18.
Un appuntamento che invita il pubblico a lasciarsi coinvolgere dalla forza evocativa della parola poetica, in un percorso che attraversa le profondità dell’esperienza individuale e si apre alle tensioni, alle fragilità e alle domande della dimensione collettiva. Il titolo racchiude già l’essenza dell’iniziativa: da una parte l’abisso dell’anima, luogo intimo e spesso inesplorato in cui si incontrano emozioni, ricordi, paure e desideri; dall’altra il grido della società, espressione delle inquietudini del presente, delle ingiustizie e delle contraddizioni che segnano la vita contemporanea.
In questo dialogo tra interiorità e realtà esterna, la poesia diventa uno spazio di ascolto e riflessione, capace di mettere in relazione la dimensione personale con quella universale. I versi si trasformano così in uno strumento per comprendere meglio sé stessi e il mondo, restituendo dignità a sentimenti e pensieri che spesso faticano a trovare espressione. Il recital di Michele Denaro si propone come un’occasione per riscoprire il valore della parola pronunciata e condivisa, in un tempo in cui la comunicazione è sempre più veloce, ma non sempre riesce a raggiungere la profondità dell’ascolto.
La cornice del Circolo Sannitico, nel cuore di Campobasso, farà da scenario a questo incontro tra poesia, emozione e coscienza civile. Un invito rivolto a chi ama la letteratura, ma anche a chi desidera concedersi un momento di pausa dal quotidiano per interrogarsi, attraverso i versi, sulle proprie inquietudini e su quelle della società.
Con Orizzonti Interiori, la poesia torna a essere un’esperienza viva e condivisa: un ponte tra l’individuo e il mondo, tra il silenzio dell’anima e la necessità di dare voce a ciò che non può e non deve restare inascoltato.
