Ripabottoni, un piccolo borgo custode di grandi storie

Dedicato a Francesca Carnevale l’incontro conclusivo dell’edizione 2026 della Rassegna letteraria “Un Palazzo di Libri”

La giornalista e storica Rita Frattolillo e la compianta bibliotecaria dell’Unimol, Francesca Carnevale conversavano spesso, in privato, condividendo un legame profondo, fatto di vicinanza e solidarietà, cementato dalla condivisione di un’esperienza dolorosa, segnata dalle inquietudini e dalle angosce che accompagnano il confronto con una malattia incurabile, prima che lei scomparisse prematuramente.

Francesca Carnevale (Campobasso, 24 agosto 1968-  20 luglio 2024), affrontò, pochi anni fa, la malattia con una straordinaria forza d’animo ed un’ammirevole serenità, senza mai rinunciare al sorriso, finché le condizioni glielo consentirono, per partecipare alla vita culturale della comunità, nonostante il progressivo aggravarsi delle condizioni di salute. 

Erano i tempi della pandemia da Covid-19, quando Rita Frattolillo intraprese la stesura del saggio “L’infanzia migrante tra realtà e rappresentazione letteraria (1861-1920)” di Cosmo Iannone Editore, dedicato alla tratta clandestina dei minori “fittati” o “venduti” ai padroni, nella veste di apprendisti, dalle famiglie angustiate dalla miseria e finiti per le strade di tutto il mondo, come strimpellatori, ammaestratori di animali, figurinai e spazzacamini: fenomeno di cui il Molise ha rappresentato uno degli epicentri, tra il periodo unitario e i primi decenni del Novecento.

Ma l’unica fonte documentaria conservata negli archivi molisani, a disposizione della ricercatrice storica Rita Frattolillo, era costituito da un articolo di stampa dell’Eco del Sannio, il quotidiano agnonese fondato, nel 1894, dall’avv. Vincenzo Labanca che, il 25 Giugno 1901, raccontava la drammatica vicenda dei fanciulli venduti, dei circondari di Sora ed Isernia. Fu grazie a Francesca Carnevale, bibliotecaria dell’Università degli Studi del Molise, che la Frattolillo poté arricchire la documentazione storica utile alla stesura del libro, grazie alla rete di collaborazioni attivata da Francesca Carnevale con le biblioteche di tutta Italia. 

Quando Rita Frattolillo e Gabriella Paduano, la direttrice artistica della rassegna letteraria “Un Palazzo di Libri”, promossa dal Comune di Ripabottoni, si sono sentite al telefono per organizzare un evento che potesse promuovere, a Ripabottoni,  il saggio “Molise al femminile. Biografie e Storia” (Editrice Lampo) dedicato alle donne che hanno contribuito a scrivere la storia del Molise,  l’idea è subito andata a Francesca Carnevale, figlia di Matilde Cappuccilli, della storica famiglia di Ripabottoni, lì presente già nel Cinquecento e proprietaria della storica dimora gentilizia di Palazzo Cappuccilli, dove Francesca trascorse la sua infanzia, prima che Matilde e la sorella Teresa Cappuccilli, vendessero il Palazzo Cappuccilli al Comune di Ripabottoni, nel 1998 (prestigioso “scrigno” della memoria storica del borgo, sottoposto a vincolo, dal Ministero per i Beni Culturali, l’anno successivo).

Ecco che l’ultimo appuntamento di quest’anno, della rassegna “Un Palazzo di Libri”, inaugurata il 19 aprile 2026 scorso, con la raccolta poetica “Nuda memoria” di Marilena Ferrante, è stato dedicato a lei, a Francesca Carnevale, originaria di Ripabottoni, da parte di madre.

Laureata in lettere all’Università “La Sapienza di Roma”, Francesca Carnevale conseguì una specializzazione alla Scuola Vaticana di Biblioteconomia. Frequentò, quindi, la Scuola Vaticana di Archivistica, approfondendo lo studio del libro antico presso l’Università di Torino. E svolse attività di formazione presso la Biblioteca Casanatense di Roma. Nella Biblioteca di Ateneo dell’Università del Molise, sia a Campobasso, che a Pesche e a Termoli, si è sempre occupata di biblioteconomia, catalogazione e gestione del patrimonio librario. Iscritta nell’Associazione Italiana Biblioteche, fin dal 1999, ne divenne la segretaria nazionale, dal 2005, durante la presidenza di Mauro Guerrini. Fu, quindi, Presidente dell’AIB Molise, fra il 2011 ed il 2014 e riconfermata per un secondo mandato, fino al 2017. Francesca Carnevale fece parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Molise Cultura e del direttivo dell’Associazione “Amici di Capracotta”. Nel luglio 2011, rappresentò l’AIB Molise a Napoli, durante un incontro con i referenti di tutte le regioni meridionali, cofondando un gruppo di lavoro interregionale, utile a promuovere la lettura nella prima infanzia, che coinvolse anche le biblioteche di Campobasso, Casacalenda, Larino e Isernia.

L’intellettuale molisana portò i libri nei piccoli paesi molisani e, in particolare, nel novembre 2016, partecipò come lettrice volontaria ad un laboratorio del progetto “Nati per leggere”, a Capracotta, portando ai bambini una piccola biblioteca itinerante, suscitandone l’immediato entusiasmo, per ricevere, nel 2021, dal “Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura”, il riconoscimento “Ambasciatrice della Lettura”, nella categoria dei bibliotecari. Nel 2014, nell’ambito del progetto CEI-Ar, finanziato dalla Conferenza Episcopale italiana, l’esperta di patrimonio documentario provvide all’inventariazione dei beni archivistici dell’Archivio Diocesano di Termoli-Larino, perché il suo interesse non riguardava soltanto la lettura, ma anche la conservazione della memoria storica. Contribuì, inoltre, alla formazione professionale dei bibliotecari molisani, alla formazione dei lettori volontari, al potenziamento delle sezioni dedicate ai ragazzi ed alla cooperazione fra biblioteche. Da membro del Parco Letterario e del Paesaggio “Francesco Jovine” e nell’ambito delle iniziative dell’Associazione “Amici di Capracotta”, la compianta studiosa si occupò della valorizzazione della letteratura molisana, manifestando, nel 2021, il desiderio di recuperare opere della tradizione popolare da riproporre ai lettori contemporanei. Possiamo dire che la sua professione fu spesa, soprattutto, nel rendere la lettura accessibile ai bambini,  nel rafforzare la rete bibliotecaria molisana e nel conservare il patrimonio culturale del territorio. Forte fu anche il legame con Capracotta (era la nipote di Gennarino Carnevale, già sindaco di Capracotta), dove contribuì a promuovere il Festival dell’Awen, ispirato da una trilogia fantasy della scrittrice Monica Zunica: un progetto territoriale dedicato alla tutela della natura ed alla valorizzazione dell’immagine poetica.

Ma la figura di Francesca Carnevale non è stata l’unica donna molisana ad essere ricordata da Rita Frattolillo e Barbara Bertolini, nel corso dell’incontro promosso dal Gabriella Paduano, domenica 25 ottobre, nella Sala degli Specchi di Palazzo Cappuccilli.

Rita Frattolillo ha ricordato come il contributo delle donne alla conoscenza ed alla cura dell’essere umano affondi le proprie radici nella notte dei tempi, quando, già nelle comunità preistoriche, la raccolta delle erbe e delle piante spontanee rappresentava una risorsa fondamentale per la sopravvivenza. Un’attività che richiedeva osservazione, esperienza e capacità di distinguere le proprietà delle diverse specie vegetali. Un sapere antico, trasmesso attraverso le generazioni, che fa riflettere sul ruolo, spesso, sottovalutato delle donne nella storia della conoscenza, per effetto di una cultura misogina che ha attraversato i secoli. Un contributo dato dalle donne alla conoscenza delle risorse naturali utili alla salute, che soltanto, nella seconda metà dell’Ottocento, avrebbe visto riconosciuto il diritto di accedere  agli studi universitari di medicina ed alla professione medica. La biografa ha, quindi, descritto la figura di alcune donne medico molisane come: Vera Melogli (Isernia, 1934-2015), poetessa, educatrice e medico, figlia di Dora Montesoro Melogli, fine educatrice e prima donna Sindaco di Isernia. Quella di Rita Fossaceca (Trivento, Cb, 1964- Mijomboni, Malindi, Kenya), volontaria in Kenya, medico volontario medaglia d’oro al valore civile, uccisa nel tentativo di difendere la madre Michelina, da una rapina a mano armata. E poi, la figura di Medora Marracino, di Vastogirardi, donna di straordinaria cultura e coraggio che, nel 1943, durante l’occupazione nazista, contribuì a salvare numerosi abitanti di Vastogirardi (Is) dalle rappresaglie delle truppe tedesche, durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943.

Tra i personaggi storici più cari a Rita Frattolillo, ci sono: la straordinaria pittrice, pianista e compositrice Elena Ciamarra, di Torella del Sannio, direttrice d’orchestra impegnata nel mondo, da lei scoperta e divulgata al grande pubblico, nonché valorizzata attraverso una prima Mostra ed un volume biografico, a seguito di un’intervista fatta al figlio Leonardo Cammarano. E la scrittrice Lina Pietravalle (Fasano, Br, 1887- Napoli,1956), figlia di Michele Pietravalle, medico e parlamentare originario di Salcito (Cb).  Tra le figure più significative della letteratura molisana del Novecento, la Pietravalle, pur essendo nata in Puglia, fu legatissima al Molise: terra sconosciuta di cui raccontò la quotidianità, le sofferenze, le tradizioni del mondo contadino, conseguendo il merito di averla annessa all’Italia, come scrisse il critico Adriano Tilgher. Nel 1931, la scrittrice ottenne un riconoscimento al prestigioso “Premio Viareggio”, con la raccolta di novelle “Storie di paese”. 

Mentre, fra i personaggi storici più amati dalla divulgatrice storica Barbara Bertolini, c’è Giuditta di Molise, indomita contessa medievale che, nel XIII secolo, osò sfidare l’autorità dell’imperatore Federico di Svevia, distinguendosi per il coraggio e per le straordinarie capacità politiche e diplomatiche con cui difese i propri feudi. Oltre a lei, Barbara Bertolini ha avuto modo di ricordare, nel corso dell’evento a Palazzo Cappuccilli, la figura di Marianna De Capoa (Campobasso, 14 dicembre 1817- Napoli, 20 aprile 1875), nobildonna, pittrice e benefattrice molisana, ricordata per aver fondato un orfanotrofio femminile e per aver lasciato in eredità, al Comune di Campobasso, la nota Villa De Capoa.  E tra i nuovi personaggi femminili, inediti e non presenti nel libro “Molise al femminile”, di cui la Bertolini è particolarmente entusiasta, c’è la poetessa, narratrice e saggista italocanadese, Lisa Carducci (Montréal, 22 maggio 1943), oriunda di Ripabottoni, che ha insegnato, per circa trent’anni, tra il Canada e la Cina, ottenendo numerosi riconoscimenti letterari internazionali.

Onore al merito di Gabriella Paduano, la direttrice artistica della Rassegna letteraria “Un Palazzo di Libri”, promossa, quest’anno, dal Comune di Ripabottoni, per il successo dell’iniziativa culturale. Già autrice di saggi che hanno sottratto all’oblio, alcune illustri figure della storia molisana, come il principe illuminato Paolo Francone, l’eminente clinico Pietro Ramaglia e il patriota risorgimentale Tito Barbieri, la giornalista Gabriella Paduano ha saputo coordinare un ciclo di eventi in grado di contrastare lo spopolamento culturale e di restituire centralità ad un piccolo borgo dell’entroterra molisano, per rafforzarne relazioni sociali, memoria e identità.

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