I rischi e le opportunità dettate dal cambiamento demografico, climatico, tecnologico e dalla longevity risk

Nell’economia che governa la nostra vita, esiste una metafora che distingue gli eventi imprevedibili, che spesso sfuggono alla nostra capacità di comprensione, finché non si manifestano, rappresentati dal “Cigno Nero”, introdotto dall’economista e filosofo Nassim Nicholas Taleb e che sono paragonabili, ad esempio, alla pandemia, all’attentato alle Torri Gemelle del 2001 ed alla crisi finanziaria del 2008, da quegli eventi più evidenti e visibili, prevedibilissimi che, invece, tendiamo a trascurare, pur conoscendone i rischi, rappresentati dal “Rinoceronte grigio”, metafora coniata dalla scrittrice e analista di rischio, Michele Wucker.
E sono tre, attualmente, i “Rinoceronti grigi”, che si aggirano nella “Savana” dei nostri tempi, rappresentati dal cambiamento demografico, da quello climatico e dalla rivoluzione tecnologica, legata all’intelligenza artificiale di tipo generativo, che ci ha aiutato a riconoscere, con l’ausilio delle slide, Lorenzo Agresti, attuale Responsabile Commerciale Protezione della Banca Mediolanum, laureato all’Università L. Bocconi di Milano nel 1995, oggi padre di quattro figli, con pregresse esperienze nella rete commerciale e nell’area marketing del Gruppo Unicredit e di Unicredit Allianz Assicurazioni, nel corso dell’incontro organizzato dalla Banca Mediolanum, presente nelle aree Abruzzo e Molise, introdotto, nella circostanza, dal consulente Amedeo Gasbarro, responsabile abruzzese di Banca Mediolanum e da Alberto Iannetta, Unit Manager di Banca Mediolanum per il Molise, nella sala meeting di Ripalimosani (con loro, al convegno di mercoledì 4 marzo, erano presenti anche Nicolino Mancino e Mauro Micone: tra le professionalità presenti nel team di Banca Mediolanum, con specifiche competenze nell’ambito della cultura assicurativa, protezione, tutela dei beni, corporate banking).
Gli attuali 70 family banker, i 18.000 clienti presenti nel Molise, la crescita di uffici e filiali, dimostrano il successo del lavoro di una banca presente, in maniera capillare, sul territorio molisano e che si distingue per essere reattiva, innovativa, capace di organizzare eventi che aggregano gli utenti, fungendo da Osservatorio privilegiato per divulgare gli scenari finanziari e quelli del welfare presente e futuro, stimolando la copertura delle esigenze di tutela dei beni, di protezione e di previdenza, dei clienti, dettate dai cambiamenti sociali ed economici internazionali.
Amedeo Gasbarro, responsabile per l’Abruzzo della Banca Mediolanum, chiama il mondo di oggi: VUCA, ovvero volatile, incerto, complesso e ambiguo, prendendo a prestito un termine coniato in America, per descrivere il clima di grande incertezza e torbido (come il fiume di una metafora da lui indicata nel corso dell’incontro), che rende difficile interpretare la grande velocità dei cambiamenti sociali, economici e politici in corso: “Viviamo bombardati da tante informazioni e notizie, che è difficile selezionare e interpretare nella maniera giusta” – dice Gasbarro -” siamo, spesso, immobili di fronte alla complessità, come se fossimo diventati degli analfabeti funzionali”. Ai family banker spetta il compito di aiutare il cliente a interpretare i cambiamenti del mondo, in maniera previdente.
Lorenzo Agresti, protagonista del Convegno organizzato dalla Banca Mediolanum, è entrato quindi, nel merito dell’analisi del tema del cambiamento demografico italiano, avvalendosi di una serie di sondaggi e di statistiche che dimostrano che la vita si è allungata, notevolmente ( le uniche persone che aumentano, nel numero, sono quelle “over 65”), che nascono meno figli ( minimo storico lo scorso anno, con 350.000 nuove nascite),definendo un Paese in cui la “spina dorsale” dell’economia è rappresentata dalla fascia della popolazione che va dai 50 ai 65 anni, rappresentata da coloro che pagano i contributi e le tasse, perché lavorano, risparmiano, mantenendo altre persone: ” Ma occorre chiedersi cosa accadrà nei prossimi 20 anni?” – dice Lorenzo Agresti -” l’attuale fascia della popolazione che rappresenta la spina dorsale del Paese, andrà in pensione, entrando in una fase della vita in cui si richiederà alla collettività la restituzione dei sacrifici di tanti anni. E l’apporto della fascia attiva della popolazione sarà sostituita da un numero decisamente inferiore di cittadini, costituito dai ragazzini di oggi, ponendo, quindi, un problema di equilibrio generazionale. L’inverno demografico attuale è globale e attanaglia tutte le economie e le società più avanzate, già da quarant’anni. Per esempio, i francesi, a differenza nostra, sono riusciti a stabilizzare un equilibrio generazionale, attraverso politiche e riforme, molto forti, di sostegno alla famiglia” – ha proseguito Agresti, nel corso della sua analisi, davanti alla platea dei clienti di Banca Mediolanum convenuti – “Si sono inventati, in Francia, una misura di sostegno alla famiglia, che è potentissima e che è rappresentata dal quoziente familiare, per cui l’attuale carico fiscale, in Francia, è determinato dal numero di figli. Chi ha tre figli paga metà delle tasse. Chi ha quattro figli non paga le tasse. La complessità, invece, della transizione demografica italiana mostra tutte le pecche di uno squilibrio generazionale in corso”. E Agresti ricorda come il sistema pensionistico italiano sia di tipo contributivo e, dunque, calcolato in relazione ai contributi versati, ma a ripartizione. Le pensioni dei pensionati di oggi sono pagate grazie ai contributi dei lavoratori di oggi. Le pensioni di domani saranno pagate grazie ai contributi dei lavoratori di domani. E se i pensionati diventeranno, nei prossimi anni, un numero maggiore dei lavoratori, il sistema di ripartizione andrà in crisi. Tra il 2040 e il 2050 avremo, ufficialmente, più pensionati che lavoratori nel nostro Paese. E i numeri di tale default sono riscontrabili già oggi, se si riscontra che l’Inps, a fine 2023, ha pagato 304 miliardi di pensioni, incassando 269 miliardi di contributi, con un gap negativo di 35 miliardi (già oggi ci sono 14 regioni su 20, in cui è maggiore il numero delle persone che attinge dallo Stato, anziché pagare).
Lorenzo Agresti ha preso spunto da questi dati per evidenziare la necessità dell’adozione di pensioni di scorta, private, peraltro notevolmente vantaggiose dal punto fiscale, perché le pensioni di domani non potranno essere ricche come quelle di ieri o di oggi, a causa dell’attuale trend demografico e della paventata possibilità che, nel futuro si allunghino i tempi per la pensione e si riducano gli assegni.
Dall’analisi di Agresti, nel corso del Convegno, è emerso che si sta riducendo la parte della popolazione attiva fra i 15 e i 65 anni. Che chiunque ci governerà, dovrà affrontare la crescita del numero dei pensionati, la domanda di salute e di assistenza aumentata per le cure mediche. Nei prossimi dieci anni saranno a rischio 4 milioni di lavoratori, ad oggi particolarmente utili per le entrate, per le tasse che pagano e per le entrate contributive. Come sarà compensata quell’assenza di entrate? L’anno scorso sono andate in pensione 1 milione di persone. Ci saranno, quindi, un aumento del debito e delle spese, dovute anche agli interessi sul debito pubblico, che richiederà necessari i tagli come quelli relativi ai fondi alla sanità, che fanno parte dei diritti di serie A, come già l’istruzione e la sicurezza.
In tema di diritti di serie B, Lorenzo Agresti ha poi ricordato come l’attuale evoluzione della famiglia porti, spesso i figli a studiare lontano dal luogo di origine, rendendo maggiore l’esigenza di assistenza per nonni e genitori e la necessità urgente di una normativa a supporto dell’assistenza per le persone non autosufficienti, che alcuni decreti attuativi del 2024, che prevedevano un assegno mensile, come la cosiddetta prestazione universale, per le persone non autosufficienti, ultraottantenni, nonché un recente bonus per anziani, non abbiano contribuito a soddisfare.
“Se la nostra casa viene demolita da un terremoto, il diritto al risarcimento rientra nei diritti di serie B. Lo Stato non è, necessariamente, tenuto a risarcirci. Ci sono stati tanti interventi per cittadini toccati da questi eventi, come accadde in Emilia Romagna, nel 2023, a seguito di un alluvione, in cui lo Stato elargì 8.5 Miliardi di euro, mentre la Manovra di Bilancio era di 28.5 miliardi. L’entità dei danni derivanti dalle calamità naturali, è spesso ingestibile. E converrebbe, nel futuro, istituire un’assicurazione obbligatoria sia per le imprese che per le case private. Non dobbiamo dare per scontato che lo Stato ci dia qualcosa per queste calamità. Dopo l’Emilia Romagna arrivò un’alluvione in Toscana, in cui i cittadini non furono risarciti” – ha spiegato Lorenzo Agresti, protagonista del convegno.
Per quanto riguarda il diritto alla salute, cresce la domanda nel nostro Paese, ma le risorse allocate in rapporto al PIL diminuiscono anno, dopo anno. La spesa pro capite in sanità pubblica, di ogni cittadino italiano, per la salute, è la più bassa di Europa, a causa dei tagli, che hanno prodotto conseguenze come la perdita di 40.000 dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, avvenuta in 10 anni. E la carenza di medici si avverte non perché costoro manchino, ma perché sono pagati meno. Recentemente, sono andati in pensione 13.000 dipendenti del SSN. contro il debutto di 7.000 medici nuovi, che scelgono, all’occorrenza, l’ambito privato per svolgere la professione o la possibilità di lavorare all’estero. Tra le iniziative che Agresti cita per rimediare alla carenza di medici, c’è la possibilità di incentivarli perché lavorino fino a 73 anni e il taglio delle tasse: ” Facciamo shopping all’estero, attualmente, per cercare nuovi medici, sopperendo, in questo modo, alla loro carenza “- ha detto Lorenzo Agresti – ” Ed anche con gli infermieri si registra un gap. Il 2 Ottobre 2024, mancavano 65.000 infermieri e ne abbiamo reperiti appena 27.000 in giro del mondo, con un conseguente calo delle performance nel settore sanitario. Chi se lo può permettere si sta facendo un piano sanitario integrativo di tipo privato. Ma, in ogni caso, suggeriamo ai nostri clienti di verificare, sempre, che la polizza sanitaria sia a vita intera (la stragrande maggioranza ha una data di scadenza che va fino a 75 anni). Un altro aspetto critico è rappresentato dalla clausola del rischio della disdetta unilaterale da parte della Compagnia assicurativa, perché è estremamente impattante”.
La demografia rappresenta un fattore significativo dello sviluppo economico di un Paese. Un Paese che cresce di popolazione è più dinamico: aumentano i fatturati, i margini, i profitti, la capitalizzazione di Borsa, per portarci a casa i dividendi demografici. Ma dal punto di vista demografico, nessun Paese africano ha, oggi, caratteristiche di stabilità sociale, economica e politica tali da rappresentare un conveniente target di investimento. Anche in Cina, dove, fino a qualche anno fa, prevalevano le politiche che sconsigliavano di fare più di un figlio, adesso vengono incentivate le nascite perché ci saranno 600 milioni di futuri pensionati cinesi ai quali qualcuno dovrà pur pensare. L’India è, in questo momento, un Paese in crescita estremamente interessante che può ispirare opportuni investimenti. E ci sono anche dei settori avvantaggiati dal mondo che cambia , come: la silver economy e il settore farmaceutico (interessante, per esempio, la crescita fatta registrare, negli Stati Uniti, dai farmaci anti obesità).
Tra i cambiamenti importanti c’è anche quello climatico, che sta impattando di più rispetto ad altre realtà, perché la nostra è una penisola, circondata dal mare e perché da noi la temperatura aumenta, mediamente di più, per il riscaldamento più veloce prodotto dalla presenza del mare (tra le opportunità, Agresti ha menzionato l’importante opportunità costituita dalle macchine a idrogeno).
Lorenzo Agresti ha avuto, inoltre, modo di paragonare i cambiamenti dettati dall’Intelligenza Artificiale a quella della macchina a vapore, mettendo in luce l’importanza della formazione esperenziale (anziché solo nozionistica, vinta dall’AI), ricordando la figura di Jensen Huang, il Ceo di Invidia, che oggi consiglia a famiglie e ragazzi di non studiare più l’informatica perché ormai l’AI si programma da sola. E ricordando la figura del più grande investitore del mondo, Nicolai Tangen, titolare del fondo della Banca Centrale Norvegese, che gestisce soldi per conto dei cittadini norvegesi, sostenendo che l’AI sia il più grosso acceleratore di produttività, una tecnologia trasversale applicabile a qualsiasi attività e che consentirà di fare più utili, eliminando posti di lavoro. In Norvegia, quando hanno scoperto le energie fossili come il gas e il petrolio, hanno scelto di accantonare gli utili delle imprese, per riservarli ad un patrimonio che possa essere utile al benessere alle future generazioni, quando queste energie si esauriranno.
Caleranno sensibilmente, nei prossimi anni, le risorse pubbliche per il welfare, l’assistenza agli anziani, la sanità e dovremo, quindi, pensare a organizzarci in maniera autonoma, promuovendo una pensione di scorta privata (la forma di investimento più vantaggiosa dal punto di vista fiscale), una polizza sulla salute, una polizza con Long Term Care, per tutelare la perdita di autosufficienza: rischi nuovi che prendono spazio nella “Savana” dei nostri tempi, insieme a quelli dettati dal cambiamento climatico e dalla longevity risk, ovvero dalla possibilità di vivere più a lungo di quanto durino i nostri soldi: da questo punto di vista, il supporto consulenziale dei family banker di istituti come Banca Mediolanum, potrà rivelarsi utile a suggerire la migliore pianificazione finanziaria.



























