Una diva, un burattino e Čechov: il teatro belgo-cileno che ha commosso il mondo in scena a Roma

Dietro le quinte di un teatro, una vecchia attrice non sa più quale sia il suo ruolo.
Una donna si avvicina e le ricorda: deve interpretare Arkadina ne Il Gabbiano di Čechov per l’ultima volta. È questo l’incipit di Tchaïka, lo spettacolo della compagnia belgo-cilena Belova-Iacobelli, in scena al Teatro India di Roma il 4 e 5 marzo 2026.
Liberamente ispirato al capolavoro di Anton Čechov, come suggerisce il titolo, l’opera è scritta e diretta da Natacha Belova e Tita Iacobelli, che è anche l’unica interprete in scena.
La maestria dei suoi stessi movimenti muove un burattino a grandezza naturale che è il corpo di Tchaïka (in russo, “gabbiano”). Lo spettacolo, recitato in spagnolo, è un viaggio al confine tra memoria e finzione, tra ciò che si è stati e ciò che resta di una vita dedicata al teatro. La protagonista ricorda tutte le battute
del copione (non solo quello de Il Gabbiano), nonostante la mente ormai vacillante: attraversa i dialoghi con il figlio Konstantin, i ripetuti abbandoni dello scrittore Trigorin, e il ricordo di Nina, il ruolo che amava di più. L’anima della giovane attrice sopravvive al trascorrere del tempo.
Iacobelli abita la scena con tale intensità da moltiplicarsi: il pubblico crede di assistere a un dialogo tra più presenze e dimentica di avere davanti una sola interprete.
«Entrare in Arkadina e Nina era la cosa più onesta da fare», rivela l’attrice. «Si parla finalmente di quello che noi viviamo come attrici, cioè della donna nel teatro, con le sue gioie e le sue angustie.»
Sulla scenografia spoglia ma evocativa, Tchaïka fonde teatro classico, teatro di figura e movimento coreografico in un’unica partitura. Testo e realtà si intrecciano nella drammaturgia, creando un gioco di specchi tra l’attrice e la sua controparte marionettistica: due corpi, un’unica anima in bilico tra disillusione e speranza.
Primo lavoro della compagnia, lo spettacolo ha conquistato il pubblico e la critica internazionale: Miglior Spettacolo e Migliore Attrice ai Círculo de Críticos de Arte de Chile 2018, e Premio del Pubblico come miglior messa in scena dell’anno (Premio Clap 2018).
Come Tchaïka, che affronta il suo addio alle scene rileggendo un classico, lo spettacolo ricorda l’ostinazione dell’arte nonostante il tempo sembri scaduto.
Rosita Laudano