Ottavo Centenario dalla morte del Santo poverello

La pace, l’uso della forza e la crisi del Diritto Internazionale animano le riflessioni di un prestigioso parterre di relatori, a Termoli, nella Chiesa del San Francesco D’Assisi

“Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace. Dove è odio, fa ch’io porti amore. Dove è offesa, ch’io porti il perdono. Dov’è discordia che io porti l’Unione. Dov’è dubbio fa ch’io porti la Fede. Dove è l’errore, ch’io porti la Verità. Dov’è la disperazione, ch’io porti la speranza. Dove è tristezza, ch’io porti la gioia. Dove sono le tenebre ch’io porti la luce. Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto. Ad essere compreso, quanto a comprendere. Ad essere amato, quanto ad amare. Poiché, se è dando, che si riceve. Perdonando che si è perdonati; Morendo, che si risuscita a Vita Eterna”. E’ cominciato con questa preghiera attribuita a San Francesco d’Assisi e declamata dall’attore Ettore Bassi, il dibattito “L’uso della forza, la crisi del Diritto Internazionale e la Lezione di Francesco d’Assisi: quale futuro per il mondo”, svoltosi a Termoli, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, venerdì pomeriggio scorso, 29 Maggio, grazie ad un’iniziativa del Comitato d’Onore dei Festeggiamenti per il 50mo Anniversario dalla erezione a Parrocchia della Chiesa di San Francesco d’Assisi e per l’Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco d’Assisi, presieduto dall’ avvocato Michele Cocomazzi, attuale Assessore al Bilancio, alla Fiscalità Locale, alle Attività Produttive del Comune di Termoli.

All’incontro, hanno portato i rituali saluti delle istituzioni: l’Avvocato Paola Cecchi, Assessore al Personale e Avvocatura del Comune di Termoli, in rappresentanza dell’amministrazione Comunale che ha condiviso con Cocomazzi l’organizzazione dell’evento, grazie al concomitante supporto dell’AVIS di Termoli e della Fondazione Millennuim. Seguita dai brevi interventi del Presidente del Consiglio Regionale del Molise, Quintino Pallante. Del Presidente della Provincia di Campobasso, Pino Puchetti e del Senatore Costanzo Della Porta. C’erano inoltre, presenti fra il pubblico, il Generale di Brigata della Legione Abruzzo Molise dei Carabinieri, Paolo Aceto; il Colonnello Luigi Di Santo, Comandante della Compagnia Carabinieri della Provincia di Campobasso. Il Comandante della Capitaneria di Porto di Termoli e Capitano di Fregata, Giuseppe Panico.  E il Colonnello Alessandro Poli, Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo e il Molise.

Nel corso del Convegno, sono stati ricordati i valori universali incarnati da San Francesco come quelli della pace, della fraternità, della solidarietà e del rispetto per il Creato, provando ad attualizzarli, in riferimento all’attuale, difficile e delicato scenario internazionale,  oggi privato di alcuni strumenti fondamentali come il dialogo e come quel multilateralismo, nato con organizzazioni internazionali come l’ONU, grazie alle quali, nel secolo scorso, si riuscirono a promuovere accordi, trattati e regole comuni, valide per tutti, in grado di garantire stabilità alle relazioni internazionali. E’, oggi, vivo in tutti il messaggio della rinnovata Dottrina sociale della Chiesa, nel tempo dell’intelligenza artificiale, pubblicato da Papa Leone XIV  nella sua prima enciclica: “Magnifica Humanitas”, in occasione del 135mo Anniversario dell’enciclica “Rerum Novarum” di Papa XIII, con la quale costui invita il mondo cristiano a custodire una “magnifica umanità abitata da Dio”, promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace, disarmando  l’ intelligenza artificiale nell’era digitale e rimuovendo la teoria delle “guerre giuste”, per rilanciare dialogo e multilateralismo. Papa Leone XIV invita a “costruire” nel bene e a cercare di “rimanere umani”, secondo la logica della corresponsabilità coraggiosa, della sussidiarietà, della comunione, affinché il mondo possa riconoscere, nel cuore dell’essere umano, il luogo dove Dio desidera abitare”. L’incipit della nuova enciclica, pone  “la magnifica umanità” creata da Dio, davanti ad un bivio, fra la scelta di innalzare una nuova torre di Babele e quella di edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme.

Padre Paolo, Parroco della Chiesa San Francesco d’Assisi, ha introdotto il Convegno, dopo la laudatio del Santo, recitata dall’attore Ettore Bassi, concentrando l’attenzione sul valore della pace, ritenuta rivoluzionaria e in grado di certificare la vittoria sulla morte e sul male, sugli egoismi e sulle guerre, sul potere e sulla prevaricazione. Rivolgendosi al numeroso pubblico convenuto, Padre Paolo ha detto: ” Provate ad immaginare San Francesco in mezzo a noi, semplice e umile, disarmato e disarmante, dal fisico gracile, che, all’interno di questo dibattito, ci augura la pace,  invitandoci ad essere in pace con noi stessi, con Dio, con gli uomini, il Creato, per chiederci di essere pacifici e pacificatori. San Francesco ci ha offerto un esempio” – ha proseguito-” e ha creduto in un sogno, aprendoci una strada, per molti, magari, utopica, perché oggi, la parola pace appare abusata e capace di generare paura e incertezze, anziché felicità. Ma, stasera, San Francesco vuole toccare le nostre coscienze, sollecitandoci a non essere ascoltatori distratti, semplici spettatori ormai assuefatti, ma spingendoci a metterci in gioco, a fare la nostra parte, nel nostro tempo e nel nostro contesto. Raccogliamo, infine, l’invito di Papa Leone, “strenuo messaggero di Pace” a farci operatori di pace e testimoni disarmati e disarmanti della pace. Di quella vera!”.

Al Convegno è intervenuto, sul tema della pace, da remoto, il giornalista e scrittore Andrea Monda, Direttore dell’Osservatorio Romano, il quotidiano della Santa Sede, che ha ricordato come già il Papa precedente avesse scelto il nome di Francesco e come ci sia stato un filo rosso che ha tenuto insieme tutti i Papi, soprattutto, fra la fine dell’Ottocento e gli inizi della Novecento, simili nella promozione, a tutti i livelli, di uno schema, una mentalità ed una cultura della pace. Andrea Monda accompagnava spesso Papa Francesco nei viaggi apostolici in cui costui seminava il tema della pace e ricorda, ancora, l’amarezza che Papa Francesco gli manifestò, dichiarando che “l’umanità è testarda. E’ caparbiamente innamorata della guerra. Ritorna, sempre, a fare a guerra. Conosce solo gli schemi di guerra e non quelli della pace. La sua è la logica di Caino”. Papa Leone XIV, invece ha stabilito, anche nella scelta del nome, una continuità con Papa Leone XIII, autore di ben 86 encicliche. La sua prima enciclica, “Magnifica Humanitas” parla di come custodire l’umano. Di come riuscire a restare umani in un tempo di cambiamento, come quello caratterizzato dalla presenza dell’IA.  Papa Leone XIV si pone la domanda, di ispirazione agostiniana: “Chi amiamo noi?”. “Verso cosa e quale amore la nostra vita ci spinge?”.- dice il giornalista Andrea Monda. Ci sono, in questo caso, due città e due amori: la città di Dio e quella dell’Uomo, con la sua sete di potere e di dominio, che l’IA sarebbe pronta ad appagare. Il nostro cuore è orientato verso una terra dove possono vivere insieme, in parte, Dio e l’Uomo? Un anno fa, il 28 Maggio 2025, Papa Leone XIV qualificò la pace con 4 aggettivi definendola disarmata, disarmante, umile e perseverante. E fu la provocazione di un Papa dolce che grazie alla forza della mitezza, sta provando a disarmare un mondo, in cui la spesa per gli armamenti ha raggiunto altissime cifre di denaro, mai conosciute prima ed impiegate soltanto per diventare più forti e potenti. 

Il giurista Vincenzo Buonomo, Consigliere della Città del Vaticano, Delegato Pontificio con funzioni di Rettore Magnifico della Pontificia Università Urbaniana e Ordinario di Diritto Internazionale alla Lumsa di Roma, ha messo in luce, nel corso del Convegno, la profonda crisi del Diritto Internazionale che oggi svolge il proprio ruolo, con le stesse modalità precedenti al 24 Ottobre 1945, quando nacque l’Onu. Oggi, molte crisi internazionali vengono esternalizzate, ovvero portate fuori dell’Onu, come se diventassero privatizzate. Inoltre, il 22 gennaio di quest’anno, a Davos, in Svizzera, è stato firmato un trattato che crea il Board of Peace: un’ alternativa all’ONU, in forma privatizzata. “Questa è la risposta alla crisi di una struttura esistente” – ha dichiarato il professore Buonomo -” una struttura di cui i princìpi non dovrebbero essere ignorati. Possiamo distruggere tutto dell’ONU, ma non l’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, che non può essere modificato, perché corrisponde ad almeno 2.500 anni di civiltà giuridica”.

Presente all’appello di Michele Cocomazzi, anche Mons. Leo Boccardi, ex Nunzio Apostolico a Teheran e osservatore, per conto del Vaticano, all’Aiea, Agenzia sull’energia nucleare preposta al controllo dei rischi legati ai programmi nucleari dei vari Paesi:  “Per la Santa Sede il multilateralismo non rappresenta, soltanto, una tecnica diplomatica”  – ha dichiarato il diplomatico della Santa Sede, originario di San Martino in Pensilis- ” ma la condizione morale e politica, necessaria per evitare il dominio dei più forti sui più deboli. La crisi del multilateralismo, per la Santa Sede, significa l’indebolimento delle organizzazioni internazionali, il ritorno dei nazionalismi, la prevalenza della diplomazia della forza, la perdita di fiducia nel diritto diplomatico. E l’incapacità delle istituzioni globali nell’ affrontare i problemi comuni come la guerra, il clima, la povertà, le emigrazioni, l’intelligenza artificiale, le pandemie. Oggi assistiamo ad una crescente crisi di credibilità delle relazioni internazionali  e ad una marginalizzazione dei Paesi più vulnerabili, con il ritorno a tendenze nazionalistiche. Per la Santa Sede, gli organismi multilaterali, il diritto internazionale, la negoziazione e la mediazione rappresentano pilastri ben chiari. Ma oggi è necessaria una riforma del multilateralismo che preveda anche maggiore inclusività, più attenzione alle periferie del mondo, contrastando la diplomazia della forza che rappresenta la negazione dell’autentica diplomazia che, invece, è rappresentata dal dialogo, dal rispetto e dalla pazienza. Perché bisogna credere non al diritto della forza, ma alla forza del diritto e della legge”- ha dichiarando, concludendo il suo intervento.

Tra i relatori più noti c’era il giornalista Giulio Borrelli, ex Direttore del TG 1 della Rai e corrispondente, nel 2000, della sede Rai di New York, oggi Sindaco ad Atessa, che ha evidenziato come oggi il carisma dei leader religiosi sia ininfluente e come siano cambiate le relazioni internazionali:” Il sogno della pace va coltivato con perseveranza” – ha dichiarato il noto giornalista televisivo – ” ma dobbiamo sapere che oggi si stanno ridisegnando gli assetti geo planetari, con tre potenze come l’ America, la Russia e la Cina, super armate con l’arma nucleare e pronte ad aggredire. In questo mondo tripolare, in cui manca l’Europa, perché noi europei siamo divisi e facciamo difficoltà a far capire, ai nostri cittadini, che l’America ci ha girato le spalle e che dobbiamo metterci d’accordo su come vogliamo difendere la nostra civiltà cristiana, che, oggi, continua ad essere la più avanzata nel mondo. Auspicherei un’ Europa sempre più federale, con una politica estera comune ed un esercito comune”. L’appello di Giulio Borrelli è rivolto ai nostri popoli, più che ai governanti,  che già lo sanno, in  un’epoca che sembra non essere “di guerra” ma neanche “di pace”, in cui le minacce di bulli e prepotenti stanno prendendo il sopravvento, costringendoci a difenderci, seppure nel rispetto dei valori della libertà, del rispetto del diritto internazionale, della giustizia sociale e della convivenza pacifica, perché  continuino a rappresentare, sempre, le nostre bussole”.

Fra i relatori del Convegno di Termoli, c’è stato anche l’Ambasciatore Guido Lenzi, già Rappresentante Permanente presso l’OSCE di Vienna, docente presso l’Università di Bologna  e Direttore dell’Istituto di Sicurezza Europea che, nel corso dell’incontro, ha sottolineato l’estrema bontà e qualità dell’impianto della Carta delle Nazioni Unite escludendo l’opportunità che si riformi il suo Consiglio di Sicurezza.

Accanto a lui: il giornalista Mauro Conciatori, ex Ambasciatore per la Repubblica Italiana a Teheran, laureato in Relazioni Internazionali, presso l’Università Cattolica, ha descritto la storia del Diritto Internazionale, nato per disciplinare l’uso della forza:  prodotto originario della politica di equilibrio sancita dagli accordi del 1648 della Pace di Westfalia, che posero fine alla Guerra dei Trent’anni e alla Guerra degli ottant’anni, con trattati che ridisegnarono la mappa geopolitica europea, dando vita al moderno sistema degli Stati sovrani che non riconoscevano superiori autorità, né imperiali, né ecclesiastiche e che si trovarono a disciplinare l’uso della forza e la gestione delle guerre nel momento in cui la forza era usata, teoricamente, in maniera legittima. Oggi, invece, le guerre non sono più dichiarate, ma scatenate a sorpresa, provocate senza alcuna plausibile giustificazione difensiva. O condotte unilateralmente, da alleanze militari, che non sono mai state investite dal Consiglio di Sicurezza e dalla comunità internazionale. O provocate da aggressioni economiche, come le sanzioni e le restrizioni non deliberate dall’Onu e i blocchi economici, come quelli di Cuba, delle coste di Gaza, dello stretto Hormuz. Gli attacchi alle sedi diplomatiche, le carestie coscientemente provocate, l’uccisione di Capi di Stato rischiano di far scomparire il Diritto Internazionale, in un mondo caratterizzato da un ordinamento giuridico internazionale in cui manca un’autorità che imponga l’attuazione delle norme e dove le norme si formano non per azione legislativa, ma per la spontanea interazione fra gli Stati. 

Hanno concluso la fase del Convegno dedicata alle relazioni: il Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano, Giorgio Battisti;  il Professore Ordinario di Diritto delle Religioni e interculturale dell’Università di Bologna, Antonello De Oto (originario di Termoli) e Fra Carlo Roberto, frate minore e formatore dell’eremo Sant’Onofrio di Casacalenda. 

Il Dibattito, organizzato in occasione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, ha conosciuto, inoltre, i contributi artistici degli attori Ettore Bassi, Antonella Pacifico, dei musicisti Marco Zurzolo, Manuel Petti, Roberto Di Carlo, Angelo Botticella e la Direzione Artistica di Stefano Leone.

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