Molisecinema 2026: la settima arte incanta Casacalenda

Dal 4 al 9 agosto la 24ª edizione del festival molisano con Barbara Ronchi ospite d’onore e oltre 50 film in concorso

C’è un momento, ogni agosto, in cui Casacalenda smette di essere un paese di poche centinaia di anime in provincia di Campobasso e diventa qualcos’altro: una sala cinematografica a cielo aperto, con i vicoli al posto delle file di poltrone e le stelle dell’Appennino al posto del soffitto. Succede da ventiquattro anni, e quest’anno, dal 4 al 9 agosto 2026, è successo ancora.

Casacalenda del resto è la stessa cittadina che ospita il MAACK, il museo a cielo aperto che ha portato l’arte contemporanea a convivere con le case in pietra del centro storico. MoliseCinema Film Festival, diretto artisticamente da Federico Pommier Vincelli, si è aggiunto negli anni a quella vocazione, aggiungendo strato su strato: sei giornate fitte di cinema italiano e internazionale, incontri con registi e interpreti, concorsi, retrospettive, documentari, cortometraggi, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, concerti, fotografia, laboratori. Un programma che negli anni è diventato un piccolo ecosistema culturale, con un’attenzione dichiarata anche alla formazione e alla sostenibilità.

Ospite d’onore di questa edizione è stata Barbara Ronchi, attrice che si muove con la stessa naturalezza tra cinema d’autore, commedia, teatro e televisione, restituendo ogni volta personaggi che sembrano veri prima ancora che scritti. Il festival le ha dedicato un volume monografico, “Barbara Ronchi. Magnetico talento”, che entra a far parte della collana “Pagine di MoliseCinema”: una piccola galleria di ritratti che negli anni ha già raccontato interpreti come Elio Germano, Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Jasmine Trinca, Fabrizio Gifuni, Isabella Ragonese, Valerio Mastandrea e Sonia Bergamasco. Un modo di lasciare un segno anche dopo che le luci si spengono.

E proprio Elio Germano è tornato quest’anno tra gli ospiti più attesi, questa volta come voce narrante: insieme a Filippo Tantillo ha presentato Ritorno al tratturo, il docufilm di Francesco Cordio dedicato ai cammini della transumanza che attraversano la regione. Il manifesto della 24ª edizione, del resto, guardava già in quella direzione simbolica: un omaggio a Marcello Mastroianni, con un’immagine tratta da “La dolce vita” di Fellini, a trent’anni esatti dalla sua scomparsa. Un modo per tenere insieme la memoria del grande cinema italiano e la scommessa, ogni anno rinnovata, di un festival che continua a crescere. A chiudere l’edizione, come da tradizione, la premiazione: Una cosa vicina di Loris Nese ha vinto come miglior documentario, Il salotto di Micol De Angelis come miglior cortometraggio italiano, A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher come miglior cortometraggio internazionale.

Rosita Laudano

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