Greta Rodan a Palazzo Cappuccilli per la presentazione del suo ultimo libro.

“Abbada a te” è il titolo dell’ultima silloge poetica scritta da Greta Rodan, per Dialoghi Edizioni: un’esortazione che, nel dialetto altomolisano, significa “abbi cura di te”, “prenditi cura di te”: monito che l’autrice rivolge a sè stessa e ai lettori, estraendola dai postumi di un dolore che ha deciso di affrontare, grazie al supporto della passione per la scrittura, attraverso una serie di versi ed emozioni ispirate dalla tristezza per la perdita di un amico, originario di Chiauci, amante dei boschi, dei fiumi e delle montagne dell’Alto Molise, morto, improvvisamente, nel gennaio scorso. In questa raccolta di versi, che costruisce un unico componimento ed un convivio, nel quale, disposte a cerchio, sono presenti tutte le paure e i sentimenti dell’autrice, ognuno di noi può rispecchiarsi. “Abbada a te” è l’invito rassicurante ed affettuoso rivolto al mondo, da parte di chi sa che le ferite non vanno cancellate, ma affrontate, perché diventino parte dell’identità e perché si sa che la verità umana è, inevitabilmente, fatta di errori, contraddizioni, cicatrici. Greta Rodan trasforma il dolore in un’indagine sulla cura di sé, sulla fragilità e sulla necessità di riconciliarsi con la propria imperfezione. Intorno al “tavolo” di Greta si radunano la solitudine, il dolore, la rabbia, la pazienza in attesa, il ricordo del buonsenso che se ne sta in poltrona, la noia che tossisce dall’altra parte del “tavolo”, fino alla speranza e alla rinascita. “Fu servito un primo semplice/Non tutti i sentimenti mangiano la pasta/ Non tutte le paure amano le elaborazioni/un primo semplice/si fa in modo di accontentare tutti/ e non si accontenta nessuno” – scrive l’autrice nella sua silloge poetica. E la natura dell’Alto Molise, con i suoi boschi, montagne e fiumi, diventa il bacino di una rinnovata memoria che arriva, appena la ferita smette di sanguinare. “Abbada a te” non è un semplice libro sul dolore. Il lutto è solo l’innesco narrativo e il fatto scatenante. Il libro parla di cura, di appartenenza, di fragilità, memoria, natura, resistenza, spostando l’attenzione dall’evento traumatico alla sua elaborazione.
La pubblicazione è stata presentata venerdì sera, 28 agosto, nella Sala degli Specchi del Palazzo Cappuccilli di Ripabottoni, nell’ambito del terzo appuntamento della Rassegna letteraria “Un Palazzo di Libri”, curata dalla giornalista, storica e saggista Gabriella Paduano che, nell’ambito della stessa manifestazione, ha già incontrato, il 19 Aprile scorso, la poetessa, giornalista e insegnante Marilena Ferrante, con la sua silloge “Nuda memoria” e Francesca Capozza, la psicologa e psicoterapeuta molisana, specializzata in Psicologia della Salute, autrice di “A pensarci bene. Strategie di felicità”.
La poesia di Greta Rodan (pseudonimo di Roberta D’Andrea, nata a Napoli nel 1980), non è puramente contemplativa, ma fisica, emotiva, aspra. Il corpo diventa il luogo nel quale vengono registrati il dolore, il desiderio, la paura e la memoria. Le poesie presenti nel nucleo centrale sono legate fra loro in modo da costituire un unico racconto, concepito quasi come una rappresentazione teatrale. E la tradizionale vocazione performativa dei versi di Greta Rodan ha ispirato, recentemente, la genesi dello spettacolo poetico-musicale “Abbada a te”, curato con la consueta collaborazione del regista, sceneggiatore e performer molisano, Andrea Cacciavillani (Agnone, 1970) e l’accompagnamento alla chitarra di Stefano Spallotta, insegnante, presso il Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso, della giovane talentuosa chitarrista Gaia Monaco, intervenuta a Palazzo Cappuccilli, nel corso dell’evento, con una performance di musica classica.
Nella bibliografia generale di Greta Rodan, spiccano, inoltre, il romanzo “Troppo bianca per restare” (Officina Editoriale Milena), un’opera incentrata sulla violenza di genere e sulle dinamiche affettive. Il romanzo “Voglio spendere una parola per te” (Dieci Lune Edizioni), in cui è centrale l’universo femminile, la violenza, la consapevolezza e la possibilità di rinascita. Le raccolte poetiche: “L’idea del Pane”; “Come una bocca d’estate”; “Mericula” (collana Quaderni di Macabor), in cui Mericula sta per mora: il frutto che nasce tra i rovi per diventare metafora di una poesia che attraversa ferite, memoria, desiderio. I monologhi. ” Un volo molto rapido” e “Nei miei panni”. Mentre, nei prossimi mesi, sarà pubblicata la raccolta di racconti “‘O strunz e altri racconti”, forse più ironica rispetto alla tradizionale letteratura della Rodan e dedicata alle relazioni sentimentali, ai tradimenti, alle illusioni ed autoinganni tra Napoli ed il Molise.
L’evento di presentazione dedicato alla raccolta “Abbada a te” è stato l’occasione per “leggere” quanto la cultura possa rappresentare il volano di sviluppo di un territorio, grazie alla riqualificazione dei suoi edifici storici. Il Palazzo Cappuccilli di Ripabottoni, acquistato dal Comune di Ripabottoni nel 1998 e sottoposto l’anno successivo a vincolo di interesse storico, è stato interessato, già dai primi anni 2000, da successivi interventi di recupero funzionale, restauro, riqualificazione funzionale ed adeguamento sismico, che ne hanno consentito la restituzione alla comunità come spazio culturale, preservando le caratteristiche del piano nobile, comprese le decorazioni e i raffinati stucchi in cartapesta di gusto francese. Nel 2019 la recuperata residenza signorile della famiglia Cappuccilli, ospitò il primo concorso internazionale di canto lirico, “Ripainlirica” e, successivamente, una tappa di Molise Cinema Tour. Recentemente la sua “Sala degli Specchi” ha ospitato la presentazione del volume “Sette Ottobre. Il Medio Oriente in guerra nel XXI secolo del prof. Matteo Luigi Napolitano, noto storico delle relazioni internazionali, confermando l’importante restituzione alla comunità di un luogo stabilmente aperto alla cultura, alla partecipazione ed alla valorizzazione di un borgo molisano, che agli inizi del Novecento, conosceva 5.000 e che oggi ne registra appena 419, con una contrazione dell’85% rispetto ai 2.723 abitanti del 1951. La comunità di Ripabottoni prova a ricostruire la comunità attraverso le iniziative culturali fortemente volute dall’amministrazione comunale locale, guidata, ininterrottamente dal 2013, dal Sindaco Orazio Civetta ed al recupero di un edificio storico che rappresenta il passaggio di un borgo dalla conservazione alla rigenerazione: un’antica dimora restituita alla collettività che attraverso libri, musica e incontri diventa il magico luogo di incontro di una comunità segnata dallo spopolamento, dove mancano, completamente, i servizi come le scuole e dove, i trasporti sanitari di emergenza e l’accessibilità ai servizi sanitari dei presidi più prossimi, come quelli di Campobasso e Termoli, superano la mezz’ora di percorrenza stradale. Da questo punto di vista, la concomitanza del titolo di un libro come ” Abbada a te” (abbi cura di te), presentato a Ripabottoni, dalla poetessa e scrittrice Greta Rodan, appare come uno slogan simbolico e un grido di allarme, rivolto al territorio molisano, caratterizzato da un livello di invecchiamento demografico molto elevato (un indice di vecchiaia del 261,9 contro quello italiano del 207,7, secondo la fonte ISTAT), in cui Ripabottoni rappresenta uno fra i Comuni molto più anziani, persino della già anziana media molisana.














