Crescere a teatro: come Contemporaneo Futuro e il Teatro dell’Opera accolgono gli spettatori di domani

Due festival raccontano il teatro come esperienza collettiva per grandi e piccoli

Il teatro per i più giovani non è un genere minore. Due appuntamenti in programma a Roma in questi giorni lo dimostrano: Contemporaneo Futuro arriva alla sua sesta edizione con dieci spettacoli che spaziano tra danza, teatro di figura, scritture originali e riscritture di classici.

Il filo conduttore è chiaro: costruire spazi in cui generazioni diverse si incontrino. La rassegna non riparte da zero ogni anno, ma tiene traccia del percorso condiviso nelle edizioni precedenti. La danza occupa un posto centrale in questa edizione: nei corpi in movimento, prima e oltre le parole, il festival individua lo strumento per scoprire una percezione diversa del reale.

Una parte della programmazione è dedicata alla prima infanzia, pensata non come pubblico da accompagnare, ma come presenza attiva capace di trasformare l’esperienza teatrale. Accanto agli spettacoli, un docufilm promosso da Assitej Italia ripercorre la storia del teatro per le nuove generazioni e gli incontri di Teatro e Altrove offrono spazi di confronto tra artisti, operatori e pubblico. Nelle note di presentazione, il direttore artistico Fabrizio Pallara indica la rotta: «Immaginare un futuro all’altezza delle nostre aspettative passa da qui: dalla cura, dall’ascolto, dalla condivisione, dal gesto concreto di stare insieme».

Un approccio diverso con obiettivo comune, arriva dal Teatro dell’Opera di Roma.  Dall’8 al 10 aprile il Costanzi apre le porte al pubblico delle nuove generazioni con FANTASCENICO!, una lezione-spettacolo che porta bambini e famiglie dietro le quinte. Macchinari, luci e sipari diventano protagonisti di un percorso interattivo condotto direttamente dalle maestranze tecniche: macchinisti, sarti, truccatori e tecnici audio-video accompagnano il pubblico alla scoperta di un lavoro spesso invisibile ma essenziale. L’obiettivo non è solo stimolare curiosità: è mostrare come l’estro artistico si trasformi concretamente in spettacolo, aprendo la strada anche a possibili future professionalità. 

Lo spettacolo, della durata di 50 minuti, è pensato per bambini dai 4 ai 12 anni.

Due format per una convinzione condivisa: avvicinare i più giovani alla scena non è (solo) questione di intrattenimento, ma un atto culturale con conseguenze prolifiche nel tempo.

Rosita Laudano

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