Dal 18 al 21 giugno tra Trastevere e Testaccio, in apertura il documentario iraniano Second Breath e l’opera prima della palestinese Laila Abbas.

Torna a Roma, dal 18 al 21 giugno, la decima edizione di Cinema d’iDEA – Women’s International Film Festival, il primo festival della Capitale dedicato interamente alla regia delle donne. Diretta da Patrizia Fregonese de Filippo, la kermesse si svolge presso Il Cantiere, spazio attivo nel cuore del quartiere Trastevere, storicamente legato a teatro e musica, che da qualche anno accoglie anche eventi dedicati alla Settima arte. Dal 22 al 24 giugno il festival si trasferisce al CAE – Città dell’altra economia, a Testaccio, nella sala convegni della Libera Università del Cinema.
Sette giorni tra film in concorso, anteprime, documentari, cortometraggi, incontri e masterclass, con l’obiettivo di restituire centralità allo sguardo femminile nel cinema internazionale e contribuire alla parità di genere nell’industria cinematografica. Anche quest’anno il festival porta alla luce storie e territori poco raccontati: emblematico il manifesto della rassegna, realizzato dalle street artists LeDiesis, che ritrae una giovane donna iraniana nell’atto di bruciare, non solo metaforicamente, le parole dell’oppressione.
Ad aprire la decima edizione, giovedì 18 giugno, sarà l’anteprima del documentario Second Breath di Mojgan Ilanlou, racconto della repressione in Iran, che si avvale di riprese clandestine girate con un telefono cellulare, seguito da Thank You for Banking with Us, opera prima della regista palestinese Laila Abbas, presente in sala. Nel corso della serata alcune letture di poesie iraniane e palestinesi saranno affidate alle voci di attrici e attori, tra cui Rita Pasqualoni, Romano Talevi e Tiziana Bagatella, sulle note composte dal Maestro Tiziano Novelli.
“Quest’anno vogliamo gridare sempre più forte no alla guerra”, ha dichiarato la direttrice Fregonese de Filippo, ricordando che “non esiste una strada per la pace, la pace è la strada”. Il festival onora la memoria delle artiste e giornaliste che hanno perso la vita nei conflitti in corso, ed è dedicato alla memoria di Marjane Satrapi, scomparsa lo scorso 4 giugno; è stata l’autrice di Persepolis, graphic novel autobiografico sull’infanzia in Iran che intreccia la storia personale a quella del suo Paese natale negli anni della rivoluzione islamica.
Rosita Laudano