All’Istituto Colozza di Campobasso un corso di formazione per una comunità educativa sempre più inclusiva

All’Istituto Comprensivo Colozza di Campobasso la parola inclusione non è soltanto un principio educativo, ma una scelta concreta che prende forma attraverso iniziative capaci di coinvolgere tutta la comunità scolastica. È con questo spirito che si è concluso con grande partecipazione il corso di LIS – Lingua Italiana dei Segni – fortemente voluto dalla Dirigente scolastica Carla Quaranta e tenuto dalla docente Diletta Coppola.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di maestre della scuola primaria e professori della secondaria di primo grado, uniti dalla volontà di acquisire strumenti nuovi per rendere la scuola sempre più aperta, accogliente e accessibile a tutti gli studenti. Un percorso formativo che ha riscosso entusiasmo e coinvolgimento da parte di tutto il personale scolastico, desideroso di mettersi al servizio della comunità educativa con sensibilità e competenze sempre più inclusive.
La Dirigente Carla Quaranta ha espresso grande soddisfazione per il successo del progetto, sottolineando come la scuola debba rappresentare il primo luogo in cui si costruiscono i valori dell’ascolto, della partecipazione e del rispetto delle differenze. “L’inclusione – ha evidenziato – nasce dall’educazione e dalla capacità di ogni istituzione scolastica di abbattere le barriere, creando opportunità reali per tutti”.
Parole di apprezzamento anche dalla docente Diletta Coppola, che durante il corso ha potuto constatare l’impegno e il potenziale dei partecipanti. “Ho trovato docenti motivati, curiosi e pronti a mettersi in gioco – ha dichiarato –. La LIS non è soltanto una lingua, ma uno strumento di comunicazione e vicinanza umana che può fare la differenza nella vita scolastica di molti ragazzi”.
Il corso rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso dall’Istituto Colozza verso una didattica sempre più moderna e inclusiva, capace di valorizzare ogni studente e di promuovere una cultura scolastica fondata sull’attenzione alla persona. Un esempio virtuoso di come formazione, sensibilità e collaborazione possano trasformare la scuola in un luogo davvero aperto a tutti.








