L’importanza dell’allevamento nella conservazione dei pascoli, del paesaggio e dell’economia dei piccoli comuni.

Si è svolto ieri sabato 29 agosto, nell’Area Convegni del Palasport di Agnone, in località Belsito, a “Casearia 2026 – Fiera nazionale dei formaggi italiani”, il meeting “Verso una rete lattiero-casearia dell’Alto Molise: esperienze a confronto”, promosso dalla Fondazione “Edoardo Garrone”, sul tema del Progetto Appennino 2026- Imprese in Rete, finalizzato alla costituzione e valorizzazione di una rete fra gli operatori della filiera lattiero-casearia dell’Alto Molise, attraverso un confronto fra esperienze territoriali e modelli di cooperazione fra imprese. Progetto di filiera di cui dovrebbe farsi interprete la Fondazione “Edoardo Garrone”, in collaborazione con il GAL Alto Molise, con il Comune di Castel del Giudice (capofila del partenariato territoriale del Progetto “Appennino”), l’Università degli Studi del Molise; Lega Ambiente: partner della Fondazione nel progetto biennale 2025-2026, con compiti di collegamento alle esperienze nazionali delle aree interne e di continuità territoriale, con le Associazioni di categoria ed altri partner. Il convegno di Agnone era inserito nel programma Imprese in Rete, con il quale, nel 2026, è stata avviata una terza rete, destinata alla valorizzazione della filiera lattiero casearia, oltre alle altre due reti già individuate, che riguardano turismo e welfare culturale. La discussione prevedeva di divulgare gli aggiornamenti sulla situazione della filiera locale, con l’individuazione dei produttori di latte, degli allevatori, i caseifici, gli operatori della ristorazione e le imprese turistiche potenzialmente interessate. La definizione dei bisogni comuni, delle forme di collaborazione e dei servizi da condividere nel processo di costruzione della rete. Il confronto con modelli di filiera e reti territoriali di altre aree dell’appennino. Le possibili strategie comuni per la promozione, il racconto territoriale, la distribuzione e l’accesso ai nuovi mercati. I collegamenti fra il latte locale, i pascoli, i prodotti a pasta filata, la “stracciata” del Molise, la tradizione casearia e l’immagine dell’Alto Molise. E quindi, la sostenibilità ambientale e territoriale, con considerazioni sul ruolo dell’allevamento nella conservazione dei pascoli, del paesaggio e dell’economia dei piccoli comuni.
II convegno è stato moderato da Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale” Aree protette e biodiversità” di Legambiente, che sostiene, da sempre, la necessità di una strategia nazionale, capace di collegare tutela ambientale, il riequilibrio territoriale ed il ripopolamento attraverso iniziative come quella delle filiere: leve potenzialmente utili a creare lavoro, mantenere servizi e favorire la permanenza degli abitanti nelle zone montane. Esiste, attualmente, un progetto di filiera lattiero-casearia, che individua nella materia prima del latte, uno dei punti di forza dell’economia del territorio molisano, per il quale la Fondazione “Edoardo Garrone”. metterebbe in campo l’assistenza tecnica, di pianificazione e valorizzazione necessari alla sua promozione, valutando la qualità dei pascoli, le attività richieste dalla valorizzazione dei prodotti, intervenendo sulle criticità come quelle dettate dai cambiamenti climatici e sulle strategie utili a rendere meno disagevoli le attività di pascolo, oltre alle iniziative di promo-commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari locali, necessarie a trasformare il latte locale in prodotti riconoscibili, facilitandone l’accesso ai mercati.
Antonio Nicoletti, di Legambiente, chiede di fare sintesi sulla strategia da mettere in campo, restando validi come punti fermi, alcuni obiettivi da perseguire, come la gestione dei pascoli e la prevenzione delle predazioni ai danni del bestiame, la promo commercializzazione e l’integrazione con il sistema turistico, trasferendo alla filiera del latte, lo stesso modello promozionale già adottato nel settore vinicolo, favorendo le visite alle aziende, per valorizzare ancora meglio il comparto turistico e produttivo. “Bisognerebbe puntare su un macro obiettivo” – ha dichiarato Nicoletti di Legambiente, nel corso dell’incontro-” individuando nel prodotto base del latte, la risorsa di punta e di qualità e capire come possa essere sempre di più valorizzato, attraverso il legame con la qualità dei pascoli.
Oggi è particolarmente selettiva la normativa approvata dalla Commissione europea contro il greenwashing, che si applicherà a partire dal prossimo 27 settembre (quella che vieta espressioni ambientali generiche come verde, ecologico, amico dell’ambiente e che vieta marchi e bollini di sostenibilità se non fondati su sistemi di certificazione credibili), e dobbiamo valutare l’opportunità della riconoscibilità della qualità da parte di un soggetto terzo certificante, come accade con la certificazione forestale, decidendo, insieme, se è il tema del latte quello che questo territorio riconosce, lavorando di più sulla materia prima, anziché sui singoli prodotti, come accade in altri territori: un’operazione più alta, che si concentrerebbe su tutto quello che c’è prima e dopo il prodotto: il lavoro, la qualità e tipologia dei pascoli, scegliendo fra i prati-pascolo ed altre soluzioni”.
Numerose sono state le esperienze e le testimonianze a confronto, nell’incontro svoltosi ad Agnone, fra i potenziali attori della filiera lattiero-casearia, nel corso della quarta edizione della Fiera Nazionale dei formaggi italiani che quest’anno ha ospitato 70 espositori. Tra questi il giovane imprenditore agnonese Emilio Orlando, 26 anni, attivo nella trasformazione del latte e nel settore lattiero-caseario, grazie ad un’azienda di famiglia. Orlando ha dichiarato che bisogna partire dal focus sulla materia prima e da una solida rete, fin dall’inizio, verificando come rispondono le aziende del territorio, procedendo per step, dopo aver definito degli standard qualitativi, che consentano di allargare la filiera, fino al prodotto finito, creando dei riconoscimenti “satellite”.
Il Sindaco di Agnone, Daniele Saia, geologo, ha ricordato l’importante ruolo della collaborazione della Fondazione Garrone, con l’Università, per l’attuazione del progetto di filiera lattiero-casearia “sposato” dalla Comunità Europea che ha consentito di far parlare fra loro, produttori, trasformatori, commercianti per conoscere le esigenze utili a raggiungere l’obiettivo: ” Il confronto iniziale è stato già un risultato proficuo, perché rappresenta l’elemento base per raggiungere qualsiasi obiettivo. Il settore lattiero caseario è trainante per l’economia italiana nazionale, sia per quanto riguarda il valore assoluto che quello commerciale. Ed alcune azioni le abbiamo già fatte, a favore, per esempio, della gestione dei prati-pascolo, con il supporto del Gal dell’Alto Molise” – ha dichiarato Daniele Saia, Presidente della Provincia di Isernia dal 2023 -” in un ambito europeo in cui il mercato dei prodotti agroalimentari certificati DOP, IGP e STG ha generato 22 miliardi di euro, di cui circa 4 miliardi riconducibili alle produzioni italiane. L’arte casearia continua ad essere fortemente custodita nel nostro territorio, dove sono rimasti allevatori e trasformatori importanti, ma dobbiamo conoscere tutti gli elementi che costituiscono i prati-pascolo, all’interno di un’area complessiva alto molisana di circa 4.000 ettari. Dal momento che la produzione non è illimitata, dobbiamo scegliere le modalità di stabulazione degli animali nelle stalle e le razze di bovini ( es.: pezzata Rossa italiana, Frisona, etc.). Occorrerà lavorare sulla caratterizzazione del latte con tutte le sue specificità, per determinare le caratteristiche che si ripercuoteranno sul prodotto finale, in funzione del marketing da adottare per promuovere il prodotto finito”.
All’incontro sono intervenuti alcuni degli allevatori, produttori, trasformatori locali coinvolti dal progetto di filiera, per rispondere agli spunti di Nicoletti e del sindaco Saia, sul valore aggiunto che tutta la filiera dovrà esprimere, coinvolgendo anche i giovani. E’ quindi, intervenuta, Serena di Nucci, responsabile marketing e commerciale del Caseificio di Nucci di Agnone per sottolineare l’importanza di una possibile certificazione ambientale che, partendo dalla qualità della materia prima, potrà valorizzare il territorio.
E la relazione stretta tra materia prima e territorio, appare necessaria e funzionale alla crescita delle aree interne, anche secondo il moderatore del convegno, Antonio Nicoletti, di Legambiente, che ha sollevato i rischi connessi all’assenza di servizi nelle aree interne ed ai cambiamenti climatici.
L’imprenditore Lorenzo Di Pasquo, titolare dell’omonimo Caseificio di Agnone, presente all’incontro, ha sollevato perplessità sulla volontà espressa dalla Comunità Europea dell’obbligo dell’esposizione dell’etichetta “Latte di Paesi UE”, che lui modificherebbe con una dicitura che differenziasse, piuttosto, l’origine dei semilavorati, per scongiurare i rischi derivanti dalla concorrenza sleale.
Tra gli allevatori presenti all’incontro, anche Luca Pallotta, titolare dell’omonimo caseificio e dell’azienda agricola Schiapponi a Capracotta: “Detesto la confusione apportata dalla mentalità comune, che differenzia la qualità del latte, a seconda se gli animali vanno al pascolo o rimangono nella stalla” – ha dichiarato Pallotta- “Perchè, nelle ultime estati, il riscaldamento globale, a prescindere, comportando lo stress da caldo, ha influito sulla qualità delle produzioni. Occorre trovare una chiave di volta che porti valore aggiunto a tutta la filiera, uniformando il ritorno degli animali nelle stalle, dopo il pascolo, essendo più attenti alla qualità, perfino del fieno utilizzato”.
Il Sindaco di Agnone, Daniele Saia, ha ricordato come le pratiche di pascolo abbiano bisogno di confrontarsi con la litologia (per esempio, la Puglia è calcarea, la Sila è granitica). E quanto si riveli necessario tutelare il know how e la tipicità dell’arte casearia presente sul territorio, confermata dal successo di prodotti come il “caciocavallo” e la “stracciata” di Agnone (storicità confermata dalla presenza di una vecchia ferrovia elettrica che veniva utilizzata, anticamente, per produrre i formaggi). Ha, quindi, ricordato la necessaria esigenza di stimolare un ritorno dei giovani al lavoro nelle stalle e l’autenticità di una sfida che può essere vinta, soltanto se si valorizzano il territorio, le stalle, i trasformatori e tutto ciò che concorre a realizzare il prodotto finale. Un processo meritevole che dovrebbe contribuire a far crescere la comunità, elevando la qualità di un prodotto, già di per sé alta. “Il settore lattiero-caseario può aprire scenari nuovi, da quelli culturali a quelli paesaggistici” -ha proseguito il Presidente della Conferenza dei Sindaci per la Sanità del Molise-” sempre se si interviene sul miglioramento delle infrastrutture, sia per la filiera lattiero-casearia che per la vita umana. Altrimenti si rischia di distruggere, non solo, una filiera, ma tutto un territorio”. Ha concluso Saia, traendo esempio dal bacino d’acqua di New York, alimentato da un ambito territoriale circostante che, in cambio, percepisce le royalties, per parlare dell’esigenza di salvaguardare e rafforzare i territori delle aree interne italiane, perché possano rappresentare, nel futuro, dei “polmoni” utili alle grandi città, all’insegna di quel principio costituzionale che promuove la solidarietà e sussidiarietà fra i territori.
Antonio Nicoletti ha messo in luce l’importanza della questione ecologica eventualmente risolta dai processi di filiera, nell’ambito di in un Paese che, negli ultimi 40 anni, ha perso il 20% della superficie agricola utilizzata, a favore dei boschi che hanno invaso intere aree agricole, a partire dai pascoli ad alta quota, dove caccia l’aquila reale. ” Si sono ridotte le aree perchè si è ridotta la materia prima. I pascoli si recuperano riportandovi gli animali e sostenendo un’attività zootecnica equilibrata”. Ha concluso.
La filiera lattiero-casearia dell’Alto Molise conoscerà un’ulteriore incontro di approfondimento in occasione della Nona edizione esperienziale della Festa della Mela, in programma ad ottobre, a Castel del Giudice.


















