Il progetto di solidarietà intergenerazionale di “Villa Perrotta” a Campodipietra: un modello di cohousing per sconfiggere la solitudine e soddisfare tutti i fabbisogni delle famiglie

In un’epoca caratterizzata dalla solitudine urbana, in cui si conosce a malapena il vicino di casa, c’è chi sceglie di condividere gli spazi comuni, tornando ad abitare insieme agli altri, grazie all’esperienza del modello di vita autonoma in coabitazione, dettato dalla filosofia abitativa comunitaria del Cohousing, forma di abitare collaborativo ideato, negli anni ’60, dall’architetto Jan Godmand Hoyer in Danimarca e diffusosi, presto in Svezia e in altri Paesi del Nord Europa, nel secolo scorso, attraverso la creazione di interi quartieri e comunità in grado di combinare indipendenza e vita comunitaria, ispirate dalla lettura di “Utopia” di Tommaso Moro, che descrisse un’isola immaginaria che poneva, al centro della società: la vita comunitaria, la condivisione dei beni e il lavoro collettivo.
E la vita comunitaria è la cultura abitativa alla quale si ispira la nuova esperienza di Cohousing nata in Molise, a Campodipietra, nella “Villa Perrotta”, in Contrada Pesco Sant’Angelo, grazie ad un’iniziativa della progettista Valentina Cardella e alla scelta progettuale del proprietario di questa abitazione, Domenico Perrotta, 86enne, rientrato, nel periodo del pensionamento, a Campodipietra, nel 2019, dopo aver vissuto, dal 1960, ad Amburgo, con il figlio e la moglie tedesca, Gisela, lavorando, nell’amministrazione di un’azienda tedesca specializzata nella realizzazione di recipienti per il recupero di olii, benzina e di scorie nucleari.
Il Welfare Center “Villa Perrotta” nasce a Campodipietra, da un progetto di solidarietà in grado di chiamare all’appello persone che decidono di vivere insieme. Ed è un modello alternativo alle tradizionali RSA, che si differenzia per la vicinanza logistica che accoglie gli ospiti della struttura. Che si rivolge a persone appartenenti ad ogni fascia di età: autonome o bisognose di cure, in un contesto non distante dalla residenza abituale, per avere un’assistenza, vicina, con la doppia possibilità di trattenersi a dormire, in coabitazione e dunque, vivere nella struttura 24 ore su 24 o riservandosi la possibilità di venire la mattina e di andare via in qualsiasi momento della giornata, in modo da mantenere attive le loro abilità cognitive e la possibilità di non rimanere soli, grazie alla possibilità di avere una vita intorno.
L’idea del Senior Housing che sta conoscendo anche una regolamentazione legislativa rappresenta, nel caso di Campodipietra, un posto intergenerazionale, figlio di un progetto di solidarietà familiare promosso e gestito dal “Portierato di Comunità” di Valentina Cardella: un nuovo modello di servizio sociale e culturale in grado di dare, a 360°, garanzie, assistenza e supporto alle famiglie, non solo per l’assistenza alle persone delle terza età, ma anche per l’infanzia, i ragazzi in età scolare e per le donne in difficoltà.
“Adesso, per esempio, stiamo accogliendo due donne extracomunitarie, provenienti dalla Nigeria e dalla Costa d’Avorio, con figli minori, per soddisfare le emergenze abitative provenienti dai Comuni molisani limitrofi. Accogliamo donne che entrano o escono da percorsi di assistenza e ragazzi che hanno delle fragilità e che hanno bisogno di prendersi un momento di pausa”- ha detto la progettista sociale Valentina Cardella, promotrice del progetto. “Nella struttura sono presenti 15 posti letto, spazi per le attività ricreative, riabilitative e ludiche per mantenere alto l’interesse dei residenti. Tra gli spazi comuni ci sono: la cucina, con laboratorio annesso. Camere per lo studio pomeridiano. Spazi di aggregazione e laboratori creativi (come sta già accadendo, con la realizzazione di borse, prodotte dalle signore presenti nella struttura). Camere in modalità ostello per ragazzi universitari o per chi abbia bisogno di cure e di assistenza. Spazi esterni, nel verde, per passeggiate a piedi o in bicicletta. E sono previsti spazi appositi per la palestra e per esercizi sportivi e legati al benessere” – ha proseguito la progettista sociale Valentina Cardella, parlando dei programmi futuri della struttura, in procinto di prossimi restyling interni, che si avvalgono di soluzioni di arredo dettate da un’attenta ed economica cultura del riciclo e della sostenibilità.
Nella struttura di Campodipietra, adeguata ad hoc, dal proprietario Domenico Perrotta che rimarrà detentore, custode e gestore della relativa manutenzione, c’è, inoltre, la possibilità di affidare i bambini, prenotando il servizio della mensa, per le famiglie che non possono tornare a casa all’ora di pranzo. E di usufruire di una serie di servizi che occorrono alle piccole comunità, come tutte quelle attività utili a mantenere vive le abilità cognitive, attraverso uno stile di vita sano, la stimolazione mentale continua (lettura, giochi, attività ricreative) e relazioni sociali attive in grado di sconfiggere la solitudine, attraverso le occasioni di aggregazione, il continuo confronto e l’empatìa con le storie degli altri.













