Da tutt’Italia a Matrice per declamare i propri versi d’amore, nella suggestiva e millenaria Chiesa di Santa Maria della Strada

L’amore tradotto in versi, in tutte le sue forme: da quello per il paese, a quello filiale nei confronti delle madri e a quello dei nonni nei confronti dei nipoti, a quello della fede, fino a quello chiamato a celebrare longeve storie d’amore, ha interrotto la solennità del silenzio dell’antichissima Chiesa di Santa Maria della Strada di Matrice, durante la cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale di Poesia: “Santa Maria della Strada” (promosso dalla Pro Loco di Matrice e giunto alla sua quinta edizione), svoltasi nel pomeriggio di sabato 25 Luglio, per ascoltare le poesie di autori provenienti dalla Liguria, dalla Calabria, dal Lazio, oltreché dai tanti borghi molisani, spesso trasformati in luoghi “parlanti”, per divenire metafore chiamate a descrivere i tanti temi esistenziali: dal dialogo con la luna, a quello di una chiesa. A quello sulla libertà. Al dolore per il momento del distacco. Alle delusioni ed alla necessità di reagire. Fino al tema dei sogni e del futuro.
L’evento di premiazione del Concorso Nazionale di Poesia “Santa Maria della Strada”, svoltosi alla presenza del Sindaco di Matrice, Arcangelo Lariccia, è stato condotto da Antonio Di Tommaso, responsabile coordinatore della Pro Loco di Matrice, che ha portato i saluti della Presidente della Pro Loco di Matrice, Caterina Di Vito, affiancando al tavolo dei relatori dell’evento: la giornalista Valentina Fauzia e il giornalista Felice Mancinelli, che hanno fatto parte della giuria del Concorso, insieme a Maripina Rubino, a Leonardo Sciannamè, Angela Vitullo e al giornalista Mauro Carafa.
Nella circostanza dell’evento di premiazione, che ha conosciuto i sottofondi musicali del valente chitarrista Christian Mancinelli, non è mancato il ricordo, pubblico, all’insegnante e poetessa compianta, Linetta Mazzilli Colavita, originaria di Pietracatella e giunta al terzo posto, nella precedente edizione del Concorso. Ottima e confacente si è rivelata la location della chiesa romanica di Santa Maria della Strada, ispiratrice dell’evento giunto alla quinta edizione: “Un luogo intriso di cultura, spiritualità e di arte che si presta, particolarmente” – come ha dichiarato Antonio Di Tommaso, della Pro Loco di Matrice- “ad ospitare eventi come la premiazione di concorsi di poesia”.
“Ammirevole è il coraggio di aprirsi, attraverso la poesia” – ha dichiarato la giornalista termolese Valentina Fauzia – “in un’epoca in cui vincono i prepotenti e coloro che fanno soprusi sugli altri. Nel mettere a nudo la propria fragilità e l’anima, c’è il vero coraggio. Le tantissime poesie pervenute ispirano, in eguale misura, il sentimento dell’empatìa ed è stato difficile fare una classifica. La vera vittoria sta nell’aver scelto questo posto magico, ricco di pace e dalla intensa vibrazione energetica. Un posto di condivisione, dove la poesia ha il merito di unirci, rafforzandoci. L’ispirazione che dà vita alle poesie è, puntualmente, diversa. Ci sono: il dolore, l’amore, elementi naturali come la luna: c’è il racconto di tutto ciò che muove il nostro spirito..”.
“Scrivere la poesia non è cosa semplice” – ha dichiarato il giornalista Felice Mancinelli, giurato per la seconda volta, nel Concorso di Poesia “Santa Maria della Strada” – e giudicare la poesia è ancora meno semplice. La poesia colpisce l’anima, smuovendo i sentimenti che abbiamo dentro di noi e che emergono nel momento in cui qualcuno le scrive. Una volta chiesero al regista Alfred Hitchcock cosa fosse il cinema e lui rispose che il cinema è il racconto della vita, tolte le parti noiose. E la poesia è la stessa cosa. Rappresenta il racconto della vita, tolte le parti noiose. Le poesie di questo concorso che ho letto, spesso, di notte ,quando c’è maggiore possibilità di concentrazione, le conservo gelosamente, per la preziosità delle cose profonde che raccontano e che riguardano non solo noi, ma quello che accade, quando incontriamo gli altri. La poesia è un mezzo per analizzare noi stessi e per essere in mezzo agli altri. Per dare valore a noi stessi e agli altri. E sono tutte meritevoli della massima considerazione ed attenzione. Colpisce, inoltre, la varietà degli stili con i quali si sono cimentati gli autori di questo concorso: dai madrigali, alla poesia ermetica, a quella più classica, per far comprendere in quante forme possa esprimersi la ricchezza del linguaggio creato dalla poesia”- ha concluso Mancinelli.
Vincitore dell’edizione del Concorso di quest’anno è stato Antonello Caterina, da Montagano, con “Il mio paese”. Al secondo posto: “Onirica Odissea” una poesia dell’artista bojanese Mina Cappussi. Terza classificata, la campobassana Anna Battista, con la poesia “Nel vuoto”. Le poesie selezionate sono state, quindi, declamate in pubblico dai singoli autori e, in assenza di questi, dalla giurata Valentina Fauzia, non in base all’ordine dettato dalla classifica, ma seguendo l’ordine alfabetico con cui iniziavano i titoli. E sono state quindi lette la poesia. “Affetto” di Eleonora Zezza da Montagano. La poesia “All’improvviso” della signora Leda Di Santo, da Mirabello Sannitico. “Dove anche il silenzio prega” di Antonella Tortorelli, originaria di San Massimo. La poesia “18 anni”, del poeta Mario Antenucci, da Roccavivara; la poesia “Risorsa essenziale” di Monica Schiaffini, da Casarza Ligure; la poesia “Fiore reciso” di Igino Di Tommaso, da Castrolibero (Cs); la poesia “Soffoco” di Pina Del Cerio e la poesia “Tra un fiore colto e l’altro donato”, della figlia Concetta Iannaccio; la poesia “Ho acceso un falò di Gioia Marilina Tartaglia, di Macchia Val Fortore; la poesia “Riflesso” di Luciano Mancinella, da Trivento. La poesia “Nostalgia del passato” di Maria Liliana Cappelletti”, da Campobasso. La poesia “Luna piena” di Pietro Assante da Montagano; la poesia “Libertà” di Florindo Cirelli, da Castelpetroso (Is). La poesia “Il tuo viso”, di Mariangela Martella, da Campobasso. La poesia “La mamma” di Angela Di Nunzio, di Bojano. La poesia “Un antico crocifisso” di Loredana Zezza da Montagano. La poesia “Una mora” di Francesco Bozza, da Campobasso.























