Il 7 settembre l’omaggio dei cavalli e degli asinelli. L’8 settembre il paese cammina con Maria

Ci sono feste che appartengono alla storia di un paese e feste che, ancora di più, appartengono al cuore della sua gente. A Capracotta è quella della Madonna di Loreto, la festa triennale che il 7, 8 e 9 settembre riporta nel borgo altomolisano tanti capracottesi che vivono lontano, in Italia e all’estero.
Per tre giorni il paese ritrova una parte importante della propria identità. Le strade si riempiono di volti conosciuti, di famiglie che si ritrovano, di ricordi e di una devozione che si tramanda di generazione in generazione. Non è soltanto una ricorrenza religiosa: è un appuntamento con le proprie radici, con la memoria e con quella Madonna alla quale i capracottesi sono profondamente legati.
La tradizione della festa triennale, che si celebra nei giorni della Natività di Maria, è documentata da lungo tempo e rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti della comunità capracottese.
Il momento più caratteristico dell’apertura dei festeggiamenti è la sfilata dei cavalli e degli asinelli, che accompagna i fedeli fino alla chiesetta della Madonna di Loreto. Gli animali, preparati e adornati con cura, diventano parte integrante di una tradizione antica e suggestiva. È un omaggio semplice e insieme solenne alla Vergine, nel quale si incontrano fede, cultura popolare e memoria della vita pastorale di Capracotta. Una volta raggiunta la chiesetta, la Madonna viene presa per essere accompagnata in processione verso il paese. La statua lascia così la sua abituale dimora e, tra preghiere, canti e la partecipazione commossa dei fedeli, raggiunge la Chiesa Madre, dove rimarrà durante i giorni centrali della festa. Il rapporto tra la Madonna di Loreto e la storia pastorale di Capracotta è particolarmente profondo: il santuario è stato infatti per lungo tempo un luogo legato alla vita dei pastori e alla transumanza.
E oggi, 8 settembre, giorno della Natività della Beata Vergine Maria, la festa entra nel suo momento più solenne. La Madonna è uscita nuovamente dalla Chiesa Madre per attraversare le strade di Capracotta. Dietro di Lei, ancora una volta, la comunità: anziani, famiglie, bambini, giovani e soprattutto tanti capracottesi rientrati appositamente per questa occasione. È forse questo uno degli aspetti più emozionanti della festa: vedere tornare a Capracotta chi vive lontano, persone che magari mancano dal paese per mesi o per anni, ma che davanti alla Madonna ritrovano immediatamente un legame che il tempo e la distanza non sono riusciti a spezzare. La processione diventa così anche un grande abbraccio collettivo. Le vie del paese si trasformano in un luogo di incontro e di preghiera, mentre la statua della Madonna viene accompagnata dai fedeli nel suo tradizionale percorso, prima del rientro nella Chiesa Madre.
La festa della Madonna di Loreto non è soltanto una tradizione conservata nel tempo. È una tradizione vissuta. Ogni tre anni Capracotta rinnova un appuntamento che riesce a mettere insieme generazioni diverse e a riportare nel paese anche coloro che hanno costruito la propria vita altrove. È il segno di una devozione che continua a parlare al presente, pur affondando le proprie radici in una storia antica.
A coordinare i momenti religiosi e l’organizzazione della festa è il parroco di Capracotta, don Elio Venditti, che accompagna la comunità in questi giorni particolarmente importanti per la vita religiosa del paese. Il suo lavoro, insieme a quello delle associazioni, dei volontari e di tutti coloro che contribuiscono alla riuscita delle celebrazioni, permette a una tradizione così sentita di continuare a vivere.
I tre giorni di festa si concluderanno domani 9 settembre, quando la Madonna verrà accompagnata nuovamente verso la sua chiesetta. Anche il ritorno sarà segnato dalla presenza dei cavalli, secondo una tradizione che ha reso questa festa unica nel panorama delle celebrazioni popolari dell’Alto Molise.
Sarà il momento dei saluti, ma non certo della fine della devozione. Perché la Madonna tornerà nella sua chiesetta e Capracotta tornerà lentamente alla quotidianità, mentre resterà negli occhi e nel cuore di chi ha partecipato la memoria di questi giorni. E, ancora una volta, quando arriverà il momento di celebrare la festa triennale, Capracotta tornerà a chiamare i suoi figli. E i suoi figli, come accade da generazioni, torneranno.


































