Il libro della giornalista è stato presentato nella Campagna Letteraria “Vincenzo Ferro”


Quando Laura Costantini imparò a leggere, durante l’infanzia, le sue infinite letture rappresentarono un’illuminazione straordinaria, influenzata dalla comune passione, ereditata dalla madre e dal padre, per le storie drammatiche contenute nelle opere liriche, di cui, quest’ultimo era appassionato. Dalla passione per le fiabe, come quella degli “Undici Cigni”, lette nelle edizioni originali, Laura Costantini passerà alla passione per la scrittura, in particolare, quando incontrerà, in quarto Ginnasio, la compagna di classe Loredana Falcone, divertendosi nella scrittura di un primo romanzo di fantascienza, ambientato nella sua classe liceale dell’epoca, immaginata come un’astronave, ai tempi di Ufo Robot (Goldrake), quando il colosso spaziale debuttò sulla rete 2 della Rai, nel 1978.
Da allora, da quando Laura Costantini aveva 15 anni, nasce il sodalizio artistico e letterario con Loredana Falcone, con cui condividerà la scrittura, a quattro mani, di un numero infinito di romanzi che comincerà a pubblicare soltanto trent’anni dopo, come: “Fiume pagano”, “Trappola a Boscolungo”, “Le tre parti del cuore”, “Viole (n)t red”, “Carne innocente”, “Il destino attende a Cayon Apache”, ” Ricardo Y Carolina”, ” Il puzzle di Dio”, “Vendetta all’ombra della Mole”, “Blucobalto”, oltre a quelli scritti a due mani, come ” Il mercante di incubi”, “Amanti. Quello che il diario non dice”,” Lord Kiran di Lennox”.
Scrittrice e giornalista nella sede romana del quotidiano online della Liguria, “Il Secolo XIX” e componente della redazione del TG5, nel 1994. Dal 2003 al 2014, Laura Costantini è stata redattrice della trasmissione di Rai Uno “Vita in diretta” e dal 2014 al 2024, redattrice della sede molisana del TGR di Rai 3.
I generi letterari trattati dalla scrittrice Laura Costantini, spaziano, con grande facilità di scrittura, dallo storico al giallo, dal thriller, al fantasy ed al noir e in alcuni romanzi come, ad esempio: “Il ragazzo ombra (primo Diario Vittoriano)” che racconta la storia d’amore gay vissuta dal romanziere e ritrattista Robert Stuart Moncliff, scritta, inizialmente, durante l’adolescenza, nasce l’interesse omofilo di Laura Costantini, nella lotta ai problemi di ingiustizia sociale ed alle repressioni vissute dalla comunità, oggi chiamata LGBT, come quelle, storicamente presenti durante l’epoca vittoriana (1837-1901), quando Londra aveva 5 milioni di abitanti, in una città caratterizzata dalla presenza di un alto tasso di bordelli, dove uomini gay più maturi incontravano giovani generazioni e che Laura Costantini approfondisce, anche attraverso la lettura sulla storia di Londra contenuta nel libro “Londra. Biografia di una città” di Peter Ackroyd, ricordando che fino al 1861, era riservata la pena di morte sia per chi esercitava che per chi subiva violenza, nonchè per chi tentava il suicidio.
Nell’evento di presentazione del nuovo romanzo ” La Pietra delle anime ” edito da Dark Abyss Edizioni (Collana “Ursula Kemp”), svoltosi presso il Pastificio “La Molisana”, la scrittrice Simonetta Tassinari, che ha ricordato lo stile “fantasy” e allo stesso tempo “storico” del romanzo di Laura Costantini, le chiede quali fossero i desideri e le contraddizioni ( come quelle teorizzate dal narratologo Todorov) del protagonista del “viaggio dell’eroe” raccontato nel romanzo, ovvero quelle del soldato semplice Bridger Colton, soldato semplice reduce dalla Prima Guerra Mondiale, chiamato dal caporale Zed Smith a raggiungere la madre, per restituirgli un amuleto, attraverso un viaggio diretto nella baia di Quite, sul lago dell’Ontario, in Canada, che lo porterà a conoscere una realtà fatta di magia oscura e di visioni inquietanti, guidato dal giovane carceriere e carnefice “Piuma Nera”. “Bridger si sente fuori posto, da sempre” – risponde l’autrice del romanzo, Laura Costantini – “Bridger Colton non è stato mai supportato in niente. E’ andato volontario in guerra per dimostrare, a sé stesso, di essere un vero uomo, ma non si accetta e la sua contraddizione sta nel desiderare un riscontro da parte del caporale , senza chiederlo, perché si vergogna. Sa di essere diverso e ha vergogna di esserlo. E’ una vittima ideale per cui non ha mai avuto nessuno che si fidasse di lui e che lo amasse per quello che, davvero, è. Nel momento in cui pensa di essere stato accettato, è disposto ad una missione che non immagina dove lo porterà. A un certo punto, Bridger potrebbe scegliere di tirarsi indietro, ma sceglie di avere e perseguire uno scopo, seppure autodistruttivo, perché non ha mai avuto uno scopo, anche, nella veste eventuale di vittima sacrificale. Bridger è invalido e zoppica. Dagli Stati Uniti deve andare in Canada. E lo farà a piedi, con la stampella, talmente abituato a non essere aiutato e considerato, che non si fida di nessuno, chiedendosi, perfino, perché viene osservato”.
Come ha ricordato Simonetta Tassinari, la scrittrice Laura Costantini eccelle nel fantasy: genere letterario antichissimo, nobile, che unisce il vero al verosimile. Un’area creativa che non è detto che sia meno costruttiva della sfera razionale, tant’è che possiamo dire che la scienza sia nata dalla fantasia, quando, ad esempio, dall’atomo di Democrito, è nata l’idea che tutto fosse composto da parti piccolissime. Ed i romanzi di Lara Costantini sono tutt’altro che minimalisti, ma grandi storie, saghe, affreschi, che lasciano trasparire un grande talento, una passione pervasiva e il dono di una visione complessiva in cui possono intrecciarsi il romanzo più intimistico, psicologico, familiare con quello storico.
“Nel romanzo di Laura Costantini c’è anche il romanzo storico” – ha detto la scrittrice Simonetta Tassinari, nel corso dell’evento svoltosi nella sede del Pastificio “La Molisana”, durante il primo appuntamento del 2026 della Campagna Letteraria “Vincenzo Ferro” curata da Michaela Marcaccio – “perché Bridger Colton, il protagonista, porta, pesantemente, sul corpo, l’insensatezza e la crudeltà della Prima Guerra Mondiale, per la quale noi italiani, entrati in guerra nel 1915, abbiamo sempre avuto la sensazione che gli americani, giunti nella guerra nel 1917, avessero combattuto poco, anche se si rivelarono decisivi, portando mezzi, vettovaglie e coinvolgendo 4 milioni e mezzo di americani, di cui 250.000 caduti. Gli Stati Uniti pagarono, all’epoca, un prezzo elevatissimo, con i polmoni dei soldati distrutti dai gas asfissianti e la vita cambiata dalle mutilazioni subite. Chi tornò dalla guerra, dopo aver conosciuto e visto la sofferenza, visse il trauma postbellico. Ci fu una intera generazione di uomini, come ad esempio, gli “sbandati di guerra”, che rientrò a casa, senza essere più la stessa. E come il caso di Bridge, il personaggio protagonista del romanzo di Laura Costantini: svuotato, privo di forze, poverissimo, animato dall’unico fuoco interiore determinato dai sentimenti” – ha proseguito, nel corso dell’intervista, Simonetta Tassinari, ricordando l’alta valenza della tecnica narrativa utilizzata dalla scrittrice Laura Costantini, che, attraverso la sola descrizione, indiretta, dei personaggi e dunque, attraverso i loro gesti, le posture, le parole, riesce, nei suoi numerosi libri, a far capire lo stato d’animo ed il carattere di una enorme mole di personaggi come quelli chiamati a scendere dal “pullman” ideale di ogni scrittore, come accade nella metafora utilizzata da Joel Dicker, nel romanzo: “Il libro dei Baltimore”.









