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Violazioni al Codice della Strada e notifica della multa.

La giurisprudenza in materia di verbali rilevati a seguito di accertamento di violazione al CdS ha “introdotto” un nuovo motivo di impugnazione per il “multato”.

Il giudice di Pace di Teramo con la sentenza n. 126/2016 ha affermato che la multa deve essere annullata se sulla busta è stato apposto dalle Poste il timbro di “compita giacenza“ che, si ricorda, si realizza nell’ipotesi in cui il “destinatario” non si reca presso l’ufficio postale nei dieci giorni successivi all’avviso contenente la comunicazione del mancato recapito  inviato anch’esso a  mezzo raccomandata.

La sentenza ha chiarito che il rispetto dei 10 giorni prima dell’apposizione del timbro di compiuta giacenza risulta elemento fondamentale.

Pertanto, se sulla multa viene apposta la dicitura “non ritirato” fino a nove giorni dopo la spedizione della seconda raccomandata, si ha un vizio di forma, e, per il GdP di Teramo  l’atto risulta contestabile e, conseguentemente, il pagamento non  dovuto.

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