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Violazione degli obblighi di assistenza familiare. Non configurabilità

Violazione degli obblighi di assistenza familiare – Configurabilità – Esclusione – Assenza provvedimenti d’autorità – Accordo con l’ex coniuge sulle possibilità di contribuire al mantenimento.

(C.p. art. 570).

Il delitto di cui all’art. 570, comma 2, c.p., non è configurabile a carico del genitore che ometta di contribuire al mantenimento della prole minore di età qualora, in difetto di provvedimento di autorità regolanti la materia, in virtù di pregressi accordi raggiunti con l’ex coniuge, e da questi mai impugnati o contestati, egli poteva sostanzialmente contribuire al mantenimento del figlio se e quando poteva. In tal caso deve, invero, affermarsi la irrilevanza, per lo meno sotto il profilo penalistico, del parziale o minimale adempimento del genitore. Nel caso concreto, in virtù di quanto innanzi e rilevato che non sono mai intervenuti provvedimenti di autorità a definire l’importo del contributo di mantenimento dovuto dall’imputato in favore del figlio minore, ma piuttosto meri accordi verbali che sembrano sostanzialmente riconoscere all’obbligato la massima libertà del come, quando e quanto erogare, non può ritenersi raggiunta prova certa in ordine alla sussistenza dell’elemento soggettivo del reato.

Corte di Appello di Trento; sentenza del 3 marzo 2017, n. 52; Pres. Dr.ssa D. Genalizzi.

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