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Usura continuata aggravata e tentata estorsione

Negli anni 2005 e 2006 aveva ricevuto prodotti ittici dal fornitore di fiducia per 60mila euro emettendo effetti cambiari per un ammontare di 87mila euro. Allo stesso fornitore aveva chiesto il cambio di assegni postdatati a fronte di somme di denaro in contanti di entità più ridotta. Ad essere in difficoltà economica un ristoratore campano che nel tempo aveva ricevuto minacce personali al fine di pagare i debiti in sospeso.

Tra i fornitori, inoltre, il titolare di una attività di commercio al minuto di carni. Il tal caso, il ristoratore aveva accumulato nel 2007 un debito di 11mila euro passato poi, all’atto delle sette trance previste per la restituzione, a 21mila euro.

Ad essere coinvolto nel giudizio, infine, un terzo imputato che aveva effettuato un prestito alla parte offesa pari a 25mila da restituire con pagamento di 700 euro mensili a titolo di interessa

Nonostante le singole contestazioni dei difensori la Corte d’Appello di Napoli ha confermato la responsabilità penale per il reato di usura aggravata ai danni del ristoratore.

Stessa cosa nel secondo e nel terzo caso. A vario titolo esclusa la contestata continuazione e rideterminate le pene.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

 

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