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USURA BANCARIA

Interessi corrispettivi ed interessi moratori.

Sempre più numerosa è la giurisprudenza in materia di usura bancaria.

Difatti, numerose sono negli ultimi anni le iscrizioni a ruolo di cause aventi ad oggetto la ripetizione di somme che si asserisce essere state percepite illegittimamente dalla Banca a titolo di interesse usurario.

Pertanto, sempre più di frequente i Giudici italiani sono chiamati a pronunciarsi in merito.

Tra le tante sentenze, in questa sede, si riporta in materia di “sommatoria” dei tassi di interesse moratori e corrispettivi , la recente sentenza n. 3021 del 08.03.2016 del Tribunale di Milano.

Il caso.

Il cliente aveva convenuto la banca per contestare la natura usuraria degli interessi previsti da un contratto di mutuo ipotecario (oltre alla violazione del divieto di anatocismo a fronte dell’applicazione del meccanismo di un ammortamento a rate costanti, cd. alla francese).

Specificatamente con riguardo alla contestazione mossa alla Banca per l’asserita applicazione di interessi usurari, il Tribunale – condividendo l’orientamento al momento maggioritario – ha affermato che al fine della verifica del superamento del tasso soglia d’usura è infondata la pratica consistente nel sommare tasso corrispettivo e tasso moratorio giacché, detti tassi,  sono entità tra loro del tutto eterogenee, riferite a basi di calcolo differenti.

A fondamento della negazione della sommatoria, quindi, principalmente , la differenza tra i due tassi.

Spiega il Tribunale.

Il primo ( il tasso corrispettivo)  si applica al capitale residuo al fine di determinare la quota di interessi della rata di ammortamento.

Il tasso di mora si calcola sulla singola rata, nel caso in cui questa non sia pagata alla scadenza.

L’uno è espressione della fruttuosità del denaro, il secondo ( quello moratorio) ha natura risarcitoria dell’inadempimento relativo al pagamento della singola rata.

Ancora, per il provvedimento in esame, nell’ipotesi di superamento del tasso soglio per il solo tasso mora, la nullità è da ricollegarsi alla singola clausola e non all’intero contratto di mutuo.

In altre parole,  il vizio comportante la nullità non si estende alla clausola determinativa degli interessi corrispettivi che restano, comunque,  dovuti.

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