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Trasferimento illegittimo, Cooperativa condannata

Sentenza n. 110/2019 – Tribunale di Pordenone

 

 

Dopo essersi occupata per degli anni di persone ammalate di Alzheimer è stata trasferita ad altro incarico di assistenza domiciliare. L’operatrice sanitaria ha inteso inizialmente invocare l’illegittimità del provvedimento comunicatole dalla stessa società datrice di lavoro. Una decisione legate al non gradimento della dipendente, ritenuta non idonea alle mansioni preposte, presso l’ambito territoriale di riferimento.

Nei mesi successivi, la ricorrente ha rassegnato le dimissioni. Pertanto, necessaria l’individuazione della parte virtualmente soccombente ai fini della liquidazione delle spese di lite.

Per il Tribunale, gli addebiti contestati in sede di comunicazione del trasferimento non hanno trovato alcun minimo riscontro all’esito delle numerose prove testimoniali assunte. Dichiarazioni dalle quali è anche sostanzialmente emersa una difficoltà di approccio dell’attrice con gli altri operatori, persona ritenuta molto rigida, schematica, che seguiva il protocollo in essere presso il centro, mostrandosi priva di elasticità.

La posizione della lavoratrice era ritenuta probabilmente scomoda. Giuridicamente, tra i profili di illegittimità rilevati, pure la mancata enunciazione dei motivi alla base del provvedimento di trasferimento.

Valutati tutti gli elementi, il giudice ha accertato e dichiarato l’illegittimità ed inefficacia del provvedimento di trasferimento comunicato all’attrice. Società convenuta ritenuta virtualmente soccombente. Condannata pertanto la Cooperativa Sociale a rifondere alla ricorrente le spese di lite.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

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