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Trasferimento e demansionamento, cooperativa condannata al risarcimento del danno

Sentenza n. 349/2019 – Tribunale di Treviso

 

 

Era stato assunto da una cooperativa dapprima con contratto a termine poi con contratto a tempo indeterminato, con qualifica di impiegato e mansione di tecnico dei servizi informatici. Si era poi occupato di gestione dei riscuotitori in un ospedale civile. A seguire era stato sottoposto ad un procedimento disciplinare nel quale gli era stato addebitato di aver tenuto una condotta contraria ai suoi doveri nei confronti di un medico del nosocomio. Quindi una sanzione e la sospensione dal lavoro per un giorno fino al trasferimento presso un archivio. Trasferimento considerato illegittimo dall’attore che ha così fatto ricorso al Tribunale lamentando un demansionamento e chiedendo un risarcimento del danno.

Di contro, la cooperativa si costituiva in giudizio eccependo il difetto di giurisdizione per presenza di clausola compromissoria e l’incompetenza funzionale del giudice del lavoro essendo competente il Tribunale civile ordinario. Nel merito contestava che potesse venire in rilievo un trasferimento trattandosi di un’assegnazione provvisoria e mancando la configurabilità di uno spostamento del lavoratore tra due autonome unità produttive. Per l’ipotesi in cui fosse stata riconosciuta l’esistenza di un trasferimento ne sosteneva comunque la legittimità tenuto conto che lo stesso era stato disposto per assecondare le richieste della stazione appaltante che non tollerava più la presenza dell’attore presso l’ospedale in ragione di diversi suoi comportamenti ritenuti scorretti. Negava, inoltre, qualsiasi tipo di demansionamento.

Valutati tutti gli elementi il giudice del Lavoro ha accertato l’illegittimità del demansionamento subito dal ricorrente condannando la resistente al risarcimento del danno non patrimoniale, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dal dovuto al saldo e condannando la resistente a riassegnare il ricorrente a mansioni coerenti e riconducibili alla qualifica e all’inquadramento posseduto.

 

 

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