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SUCCESSIONE TESTAMENTARIA. Erede testamentario e legittimario

Erede testamentario e legittimario – Successione – Applicabilità della disciplina dettata in materia di rappresentazione – Determinazione quota di riserva – Rilevanza numero dei rappresentati.

(C.c. artt. 467, 469, 536).

L’erede testamentario che sia, altresì, legittimario ai sensi dell’art. 536 c.c., è soggetto all’applicazione della disciplina della rappresentazione. La richiamata norma, invero, al comma 3 stabilisce che gli stessi diritti che sono riservati ai figli sono riservati dalla legge ai discendenti dei figli stessi, che vengano alla successione in loro luogo, con ciò facendo riferimento all’istituto della rappresentazione, disciplinato all’art. 467 c.c., con riferimento sia alla successione legittima che a quella testamentaria. Dall’art. 536, comma 3, c.c. si trae, dunque, che il diritto spettante al rappresentante è il medesimo di quello che spettava al rappresentato; tale conclusione è in linea con quanto stabilito in generale dall’art. 469 c.c., a norma del quale in caso di rappresentazione la successione ha luogo per stirpi e non, come accade nelle ipotesi ordinarie, per capi. Ne consegue che, per la determinazione della quota di riserva, deve aversi riguardo al numero dei rappresentati e non a quello dei nipoti discendenti (nel caso di specie, comunque, nulla cambia, posto che il nipote è uno solo e, cioè, l’attrice).

Tribunale Civile Ascoli Piceno 689-2016

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