Il commentoNews

STUPEFACENTI.

L’autonoma ipotesi di reato ex art. 73, comma 5, del D.P.R. n. 309 del 1990.

Art. 2, comma 4, c.p. – Applicazione della disciplina in concreto più favorevole al reo – Reato ex art. 73, comma 5, D.P.R. n. 309 del 1990 – Regime sanzionatorio di maggiore favore – Fattispecie.

(C.p. art. 2; D.P.R. 09.10.1990, n. 309, art. 73; D.L. 20.03.2014, n. 36, art. 2; L. 16.05.2014, n. 79, art. 1; L. 21.02.2006, n. 49, art. 1).

L’art. 2, comma 4, c.p. sancisce l’applicazione della disciplina in concreto più favorevole al reo, da valutare non soltanto nelle modificazioni riguardanti il trattamento sanzionatorio, ma anche in relazione all’incidenza del novum su tutte le implicazioni del reato, come la prescrizione. Ciò detto, la fattispecie prevista dall’art. 73, comma 5, del D.P.R. n. 309 del 1990, come modificata dall’art. 2 del D.L. n. 36 del 2014, convertito nella L. n. 79 del 2014, rappresenta un’ipotesi autonoma di reato il cui regime sanzionatorio è di certo di maggiore favore sia per le droghe pesanti che per le droghe leggere. Nella fattispecie, tenuto conto che i fatti oggetto di giudizio riguardavano le droghe leggere e che doveva applicarsi la contestata recidiva, si riteneva che la disciplina più favorevole fosse quella introdotta dalla citata L. n. 79, che configura l’ipotesi lieve in reato autonomo, nonostante i fatti fossero stati commessi sotto la vigenza della L. n. 49 del 2006 che prevedeva la fattispecie di lieve entità come circostanza attenuante.

Tribunale Penale Firenze 2065-2016

Articolo Precedente

SICUREZZA SUL LAVORO.
La responsabilità penale del datore di lavoro.

Articolo Successivo

Violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.