Mercato

Sogno Dubai, esportare o delocalizzare negli Emirati Arabi: aspetti legali e fiscali

Mentre gli Emirati Arabi si preparano all’Expò del 2020 e ai mondiali di calcio in Qatar nel 2022, eventi sintomatici di costante crescita, resta alta l’attenzione delle aziende italiane verso i mercati del Medio Oriente. La crisi in atto spinge sempre più gli imprenditori a decidere di imporsi con le proprie eccellenze nei territori degli EAU, con aspettative comprensibilmente alte. Del resto gli sbocchi e le possibilità di business sono tante e la realtà si rivela anche più promettente delle attese. La porta per tali fertili ‘percorsi’ è sicuramente Dubai, lussureggiante capitale commerciale, divenuta centro della finanza mondiale grazie anche al favorevole regime fiscale voluto dal Governo, nonché crocevia per la riesportazione di prodotti verso tutta l’area del Golfo Persico. Oltre però le possibilità offerte dall’area, le aziende pronte ad esportare o a delocalizzare le produzioni, devono tenere conto dei requisiti necessari per approfittare delle opportunità offerte dai mercati arabi. In questo contesto si inserisce il team di Dubai for Business (www.dubaiforbusiness.com), nato dall’incontro di quattro professionisti: due commercialisti e due avvocati campani, insigniti della prestigiosa nomina di rappresentanti della Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia negli EAU, che hanno quindi competenze fiscali e legali per fornire pieno supporto alle aziende italiane che progettano di varcare i confini del Paese per diffondere i propri prodotti o servizi, o per costituire società di diritto locale, producendo sul posto, godendo di sensibili vantaggi fiscali e di manodopera. Inoltre, con il sussidio di consulenza con sede negli Emirati e di comprovata fiducia e serietà, forniscono assistenza bancaria del lavoro o relativa a contratti di diritto locale. Il team di Dubai for business affianca così le piccole e medie imprese nel processo di internazionalizzazione.

 

Ma perchè scegliere gli EAU? Strategica la posizione degli Emirati Arabi: al centro del Medioriente, sul mare, a sole tre ore di volo da un mercato, quello indiano, con 1,3 miliardi di potenziali consumatori. Altri aspetti determinanti riguardano i collegamenti, decisamente sviluppati (14 voli settimanali con l’Italia, volti ad aumentare) e servizi con infrastrutture modernissime ed efficienti; la limitata burocrazia ed il costo per avviare un’attività altamente competitivo; la limitata tassazione su persone fisiche e giuridiche; il massimo apprezzamento per il Made in Italy; il mercato del lavoro con poche regole e chiare. I contratti di assunzione sono concordati direttamente con i dipendenti ed il costo della manodopera è concorrenziale. Gli scioperi sono proibiti ed i sindacati inesistenti.

 

La fase di affiancamento delle aziende nel processo di Internazionalizzazione avviene attraverso:

Prima Consulenza: panoramica generale relativamente alle infrastrutture esistenti, la tassazione e regime fiscale, mercato del lavoro e relativi costi, autorizzazioni occorrenti per produzione e/o il commercio, principali regole in materia di contenzioso ed arbitrato

Studio di Fattibilità: Ha lo scopo di esaminare il livello di gradimento dei prodotti o servizi e dei relativi prezzi di vendita sul mercato degli EAU per valutare l’opportunità di proseguire il progetto

-Export check-up: viene esaminata la rispondenza dei prodotti agli standard degli Emirati (normative vigenti, certificazioni occorrenti etc.)

Pianificazione fiscale e individuazione delle forme societarie più idonee e/o la possibilità di apertura di uffici di rappresentanza

Posso seguire eventuali altre consulenze per la costituzione di società (Mainland e Free Zone), per apertura e operatività dei conti correnti bancari anche per non residenti, per l’individuazione delle strutture logistiche (uffici, depositi, showroom), per l’organizzazione di fiere anche con la collaborazione dell’Ice, per l’assistenza nella redazione dei contratti commerciali (agenzia, distribuzione, compravendita, lavoro, affitto etc), per la ricerca di soci emiratini (51% LLC in Mainland), service agent (Branch e Representative Office, manodopera (impiegati e operai) e per il rilascio di visti d’ingresso

 

Doing Business

1.Missioni negli EAU: esportazione tramite distributori locali

2.Branch e Representative Office

3.Costituzione di una società con possibilità di operare nel territorio Mainland o nelle zone franche attraverso una licenza emessa dall’autorità competente

-Molte aziende trovano vantaggioso avere un ufficio di rappresentanza per confrontarsi con i clienti, costruire

contatti, e controllare i dettagli di ogni transazione e ordine.

Gli uomini d’affari locali preferiscono infatti trattare di persona con qualcuno che conoscono e di cui si fidano.

Le relazioni personali sono molto più importanti nel mondo arabo di quanto lo siano in Europa o in America.

 

Costituzione di una società

In MAINLAND

Dubai (eccetto le zone franche)

• 51% proprietà societaria di nazionalità emiratina

La Limited Liability Company e la società maggiormente utilizzata dalle aziende italiane molto simile alla società a responsabilità limitata

I soci sono responsabili per le obbligazioni sociali limitatamente all’ammontare dei loro conferimenti;

Socio locale deve detenere almeno il 51% delle quote.

Il rapporto con il socio emiratino può essere riequilibrato (compresa la percentuale di utile) attraverso patti parasociali che consentono di detenere, di fatto, la maggioranza del capitale e la gestione della società;

Nessun capitale minimo richiesto

Numero variabile di soci da 2 a 50

Utilizzabile per ogni attività legale ad esclusione di servizi assicurativi, attività bancarie e di investimento finanziario per conto terzi

Management affidabile alla controparte straniera

Necessario sottoscrivere un contratto di locazione commerciale approvato da un’autorità competente per ottenere la licenza ad operare

 

Costituzione di una società

Nelle FREE ZONE

Area geograficamente limitata

con normativa speciale.

• 100% proprietà investitore straniero

Le Free Zone sono state create allo scopo di facilitare gli investimenti stranieri e rappresentano aree specificatamente destinate alla promozione del commercio e dei servizi

Ogni zona franca è gestita da un’autorità ad hoc preposta alla registrazione della società ed al rilascio della licenza, visti di residenza, servizi, contratti di locazione le cui regolamentazioni possono differire tra una zona e l’altra

Vi sono zone franche “Generaliste” che consentono lo svolgimento di molteplici attività , altre invece “Specialistiche” che permettono lo svolgimento solo di determinate attività

Le società in possesso di una licenza per una zona franca sono autorizzate ad operare all’interno della stessa e al di fuori degli Emirati. Le operazioni svolte entro gli EAU possono essere svolte solo da distributori o agenti locali.

100% di capitale e controllo stranieri

Nessuna tassa sulle operazioni societarie per un minimo di tempo (variabile e non inferiore a 15 anni);

Esenzione dai dazi d’importazione e di esportazione;

Nessuna restrizione valutaria

Supporto amministrativo di alto livello da parte delle autorità della zona franca

Sistema bancario altamente flessibile e confidenziale abituato ad operare con investitori internazionali

Necessità di un agente commerciale locale/ distributore locale per poter svolgere business in mainland

 

Aspetti fiscali: Normativa EAU

Assenza di :

Imposta sul reddito persone fisiche

Imposta sul reddito persone giuridiche

Imposta generalizzata sul valore aggiunto

-Forme di tassazione applicate:

Municipality Fee sui canoni di locazione commerciale e residenziale (5%)

Imposta di registro (4%) prezzo di trasferimento beni immobili

Dazi doganali eccetto zone franche in media (5%)

Ospitalità e ristorazione (10%) applicato sul prezzo del servizio

 

Aspetti fiscali: Normativa EAU – ITALIA

-L’Italia ha stipulato con gli EAU un trattato contro doppia imposizione nel 1997 per evitare che un soggetto sia tassato due volte nei due paesi per la medesima fonte di reddito.

– L’Italia inserisce gli EAU nelle black list in tema di:

• residenza fiscale (D.M. 4 maggio 1999)

• applicazione della CFC (ex art.167 e 168 del Tuir) sui trattamenti fiscali riguardanti le società controllate da soggetti italiani

Dal 1° aprile 2015 con la legge di stabilità 2015 gli EAU sono usciti dalla black list relativa alla indeducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse con paesi a fiscalità privilegiata in quanto tale criterio è stato eliminato

 

Aspetti fiscali: Normativa Italiana

Controlled Foreign Company (ex artt. 167-168 TUIR)

Se il soggetto partecipato è residente in un paese a fiscalità privilegiata si applica la tassazione per trasparenza in capo al soggetto residente in Italia (controllo e collegamento non inferiore al 20%)

Il soggetto residente in Italia può richiedere la disapplicazione della disciplina Cfc (cause esimenti) se dimostra che la propria controllata estera svolge un’effettiva attività commerciale negli EAU o se dalle partecipazioni non consegue l’effetto di localizzare i redditi in stati o territori a regime fiscale privilegiato presentando apposito interpello preventivo all’Agenzia Entrate

Per dimostrare il collegamento fisico della struttura commerciale o industriale della società estera controllata con il territorio Cfc occorre presentare le scritture contabili della partecipata, prospetto descrittivo dell’attività esercitata, contratti di locazione degli immobili utilizzati, copia utenze elettriche e telefoniche, contratti di lavoro dei dipendenti, estratti dei conti correnti bancari che diano evidenza delle movimentazioni bancarie relative alle spese esercitate, copia contratti di assicurazione

Aspetti legali

Sotto il profilo legale particolare attenzione è rivolta al contratto di distribuzione che l’esportatore italiano dovrà stipulare con l’importatore arabo. La connotazione è data dalla sostanziale applicazione della legge degli EAU. Esistono, tuttavia, strumenti e clausole da lasciare a competenze legali specifiche al fine di tutelare la posizione dell’imprenditore e preponente italiano. Pur essendo caratterizzato da imposizioni normative relative all’esclusività territoriale a favore dell’importatore arabo e dalla durata determinata del contratto con, tuttavia, un automatico rinnovo, si potranno prevedere, attraverso accorgimenti tecnici volti ad aggirare i limiti della legge, esclusive territoriali più limitate o confini più ristretti nella determinazione delle merci o servizi oggetto di esclusiva. Si potrà limitare l’esclusiva territoriale ad uno solo dei 7 Emirati di tal che, in caso di risultati insoddisfacenti, potrà nominarsi un distributore per ciascuno degli altri Emirati. Sarà altresì opportuno descrivere analiticamente le caratteristiche delle merci o servizi dati in esclusiva, al fine di evitare che l’importatore possa ritenersi esclusivista dei beni generali di un’azienda. Anche la durata del contratto può essere contenuta evitando la (legittima e concessa dalla legge) registrazione dell’accordo.

Bando per accesso al credito

Un altro importante profilo riguarda un recentissimo bando per l’accesso al credito, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania, a tasso molto agevolato e dedicato alle PMI con l’obiettivo di internazionalizzarsi attraverso l’export o l’apertura all’estero di negozi od uffici di rappresentanza.

Ad essere incentivata è l’espansione geografica dei prodotti campani. Il Bando ha ad oggetto la selezione di progetti da ammettere a finanziamenti al tasso particolarmente agevolato dello 0,5% e restituibili in 7 anni . E’ dedicato alle PMI che hanno l’obiettivo di promuovere i prodotti a marchio campano all’estero, ad aprire uffici di rappresentanza o punti vendita, esportare nei paesi UE od extra UE. Sul banco ci sono 30 milioni di Euro e la domanda potrà essere presentata a partire dal prossimo 28 aprile.

Ambasciatore EAU a Roma

Nelle recenti giornate del 17 e 18 aprile, a Napoli, si è svolto un importante evento che ha visto una massiccia partecipazione di imprenditori ed aziende, non solo campane, specializzate in vari settori, quali l’agroalimentare, fashion, design e moda, industriale. Il team di Dubai for business ha offerto consulenza gratuita alle aziende pronte a varcare i confini del Paese mirando agli Emirati Arabi.

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All’iniziativa ha aderito anche l’ambasciatore degli EAU a Roma, Saqer Nasser Alraisi che, a sua volta, si è soffermato sui vantaggi offerti dal territorio.

Ambasciatore Alraisi

Tante agevolazioni fiscali per gli investitori esteri, con tasse quasi azzerate – ha sottolineato in particolare l’ambasciatore Alraisi – Oltre 2000 le aziende che hanno scelto gli Emirati, che godono di una economia sana e sicura, occupando le prime posizioni per facilitazione negli affari, nei servizi personali e destinati alle aziende. Lo Stato fa quindi il possibile per rendere il lavoro fattibile e facile. Le registrazioni per le imprese avvengono in tempi brevissimi e per investire non sono necessari capitali minimi obbligatori.

Produzione in campo marittimo, servizi di consulenza finanziaria, ingegneristica e delle telecomunicazioni, moda ed accessori, articoli sportivi, settore ospedaliero, elettronico e cinematografico, prodotti alimentari: questi solo alcuni degli ambiti che possono trovare spazio negli Emirati, dove oggi il mercato è si limitato perché centrale, ma ancora fertile”.

Per maggiori informazioni e possibile inviare una email all’indirizzo info@dubaiforbusiness.com – o chiamando il numero verde 800.176.831

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