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Si accorda e lascia l’appartamento in anticipo, poi chiede un risarcimento

Sentenza n. 18230/2018 – Il Tribunale Civile di Roma, Sez. VI

 

 

Aveva concluso un contratto di locazione per la durata di 4 anni e per un canone mensile di 900 euro, da incrementarsi con spese condominiali e per consumi idrici.

Ma per gravi motivi il ricorrente ha dovuto recedere dal contratto accordandosi con la controparte per la disdetta, pattuendo la copertura di due mensilità e lasciando il residuo importo di 900 euro, trattenuto in attesa di conguagli condominiali per poi venire restituito dopo 50 giorni salve l’attuazione di eventuali compensazioni.

Deposito, però, mai riconsegnata.

La controparte, inoltre, non ha provveduto alla voltura delle utenze a nome proprio e del nuovo inquilino e in relazione a quella elettrica (rimasta intestata all’esponente per altri mesi) è emersa ‘una situazione debitoria’.

Il ricorrente ha dunque chiesto al Tribunale di dichiarare il contratto cessato alla data prestabilita dopo la sopravvenuta impossibilità, di condannare il resistente al risarcimento del danno.

Di contro, il proprietario dell’appartamento ha resistito ribadendo che la voltura delle utenze era stata preclusa attesi il mancato pagamento di alcune di esse da parte del ricorrente. Condizione che, pertanto, avrebbe causato danno per l’impossibilità di rilocare l’abitazione fino all’effettivo passaggio all’esponente del contratto di fornitura elettrica, così per complessive sette mensilità.

Valutando tutti gli elementi, il Tribunale ha condannato il resistente al pagamento di circa 700 euro, rigettando le domanda di pagamento e risarcimento danni. Compensate, in percentuale, le spese di lite.

 

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

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