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SEPARAZIONE DEI CONIUGI. FIGLI MINORI E RAPPORTI CON I NONNI.

La legge 54 del 2006 – nell’ intento di preservare il diritto al rispetto e alla protezione delle relazioni familiari – non si è limitata solo a garantire il rapporto dei figli con entrambi i genitori, ma è andata oltre. Ha inteso, altresì, tutelare le relazioni con i nonni, i fratelli e gli zii.

L’art. 155 del codice civile, nel suo testo riformato, infatti, stabilisce che “anche in caso di separazione personale dei genitori il minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi e di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi”. Detta norma aggiunge nello stesso tempo il diritto di “conservare rapporti significativi” con gli ascendenti (e cioè i nonni), ma , non solo (!!), anche con i parenti di ciascun ramo genitoriale.
L’orientamento ormai pacifico della Corte di Legittimità è nel verso della tutela del rapporto dei nipoti ( figli di genitori in procinto di separarsi) con i nonni.

Cosicché, qualora venga attuato un comportamento ostruzionistico a loro danno da parte di uno o di entrambi i genitori, i nonni possono chiedere al Tribunale per i Minorenni di verificare il corretto esercizio della potestà genitoriale per accertare se il comportamento di uno o di entrambi i genitori sia effettivamente in grado di realizzare correttamente l’interesse dei figli.

In questo senso si è parlato di una vera e propria legittimazione ai sensi dell’art. 336 del codice civile: in altre parole, di sollecito al controllo giudiziario sull’esercizio della potestà dei genitori che, senza un plausibile motivo, non possono vietare i rapporti dei figli con i parenti più stretti.

Limite : La Suprema Corte ha precisato che i nonni , ed , in generale , comunque tutti i parenti dei coniugi in procinto di separarsi, non possono intervenire come parti nel giudizio di separazione per condizionare le scelte del giudice sull’affidamento dei minori.

In questo senso diversi i precedenti di legittimità che hanno sancito che “ non si può ritenere che altri soggetti diversi dai coniugi siano legittimati ad essere parti nei procedimenti di separazione e divorzio…”.immagine

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