Il commentoNews

SENTENZA: giudicato formale e giudicato sostanziale.
Irrevocabilità ed inoppugnabilità della sentenza

Giudicato formale – Irrevocabilità ed inoppugnabilità della sentenza – Giudicato sostanziale – Efficacia della sentenza nei confronti delle parti, i loro eredi ed aventi causa.

(C.p.c., art. 324, 395, C.c., art. 2909).

A norma dell’art. 324 c.p.c., per giudicato formale, si intende la sentenza che non è più soggetta né a regolamento di competenza, né ad appello, né a ricorso per Cassazione, né a revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell’articolo 395. Il giudicato formale esprime dunque la definitività del provvedimento, non più censurabile con i normali mezzi di impugnazione, salvo che con i mezzi di impugnazione straordinari. In altri termini, la sentenza non può più essere modificata né dal giudice che l’ha emessa (irrevocabilità), né da un altro giudice di grado superiore (inoppugnabilità). Dal giudicato formale si distingue il giudicato materiale (o sostanziale), disciplinato dall’art. 2909 c.c., alla stregua del quale «l’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa». La norma esprime l’idoneità del provvedimento a produrre effetti anche al di fuori del processo, con la conseguenza che, qualora la situazione coperta da giudicato materiale sia dedotta in un successivo giudizio, il giudice adito è privo del potere giurisdizionale, in applicazione del principio ne bis in idem.

Tribunale di Potenza, sentenza del 28 febbraio 2017, n. 234, Giudice, dott.sa C. Genzano.

Richiedi la sentenza

Articolo Precedente

LA RESPONSABILITA' AGGRAVATA NEL PROCEDIMENTO CIVILE

Articolo Successivo

ASSEGNO BANCARIO. Il valore probatorio nei rapporti diretti tra traente e prenditore