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Scioglimento di comunione ereditaria improponibile e inammissibile

Uno scioglimento di comunione ereditaria improponibile/inammissibile: così per il Tribunale di Potenza, in composizione monocratica, nella sentenza n. 661/2018.

Oggetto della divisione 3 immobili ed un complesso di terreni

Come si legge nel pronunciamento: Il giudizio non è stato definito nel merito, in difetto di prova della legittimazione delle parti in causa, pur essendo stata data dimostrazione della proprietà in capo al de cuius dei beni immobili indicati nei rispettivi atti introduttivi grazie al deposito della relazione notarile sostitutiva

Rigetto della domanda sotto il profilo della legittimazione.

Secondo il principio sulla ‘legitimatio ad causam’: colui che promuove l’azione nell’asserita qualità di erede di altro soggetto indicato come originario titolare del diritto deve allegare la propria legittimazione per essere subentrato nella medesima posizione del proprio autore, fornendo la prova del decesso della parte originaria e della sua qualità di erede perché altrimenti resta indimostrato uno dei fatti costitutivi del diritto di agire. Circa la delazione dell’eredità, tale onere è idoneamente adempiuto con la produzione degli atti dello stato civile, dai quali è dato desumere quel rapporto di parentela con il ‘de cuius’ che legittima alla successione

Nella produzione delle parti non vi è traccia nemmeno di un atto notorio o dichiarazione sostitutiva di notorietà

Per la Suprema Corte a Sezioni Unite ‘la titolarità del diritto fatto valere in giudizio riguarda la fondatezza della domanda. Per cui si tratta di stabile se colui che vanta un diritto in giudizio ne sia effettivamente il titolare’

La parte che promuove un giudizio deve quindi prospettare di essere parte attiva del giudizio e deve provare di essere titolare della posizione giuridica soggettiva che la rende tale

Nulla di tutto ciò è rinvenibile in atti.

Si può procedere alla divisione immobiliare quando si ha la certezza che si sia aperta una successione ereditaria, che tutti gli eredi comproprietari siano stati citati, che i soggetti in causa siano eredi per aver accettato implicitamente o esplicitamente.

Si deve essere poi in grado di conoscere l’entità del patrimonio ereditato.

Sotto il profilo probatorio occorre siano prodotti in giudizio, entro l’udienza in trattazione e non oltre il termine per l’integrazione istruttoria: il certificato di morte del de cuius, il titolo di provenienza dei beni in favore del de cuius, iscrizione e trascrizioni contro il de cuius dalla data di acquisto dei cespiti alla data di apertura della successione, iscrizioni e trascrizioni contro i successori dalla data di apertura a quella di trascrizione della domanda, copia del testamento e degli atti di donazione, per i fabbricati la documentazione attestante la regolarità urbanistica

Tale onore è stato assolto solo in parte

In assenza di certezza sulla qualità di erede delle parti in causa, sulla eventuale presenza di altri soggetti legittimati, sulla integrità del contraddittorio, pur in presenza della certificazione notarile richiamata e della documentazione comprovante l’assenza di vincoli o pregiudizi, non è possibile adottare alcuna statuizione nel merito. Le domande dunque vanno dichiarate inammissibili e improponibili

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