Corte d'Appello

Risarcimento danni da responsabilità medica

Sentenza n. 58/2018 – Corte d’Appello di Campobasso.

Era deceduto a seguito di un intervento chirurgico all’Ospedale Cardarelli di Campobasso nel 2004 ed i congiunti dell’uomo scomparso decisero di denunciare i fatti alla Procura.

Nel 2016, il Tribunale civile del capoluogo molisano, in composizione monocratica, ha accolto la domanda avanzata dai parenti del defunto nei confronti del chirurgo che aveva eseguito l’intervento e dell’Asl n. 3 ‘Centro Molise” in liquidazione, per il risarcimento in via solidale dei danni iure proprio e iure hereditatis, patrimoniali e non patrimoniali.

Di oltre 860 mila euro la somma da risarcire, oltre gli interessi.

Una sentenza avverso la quale il chirurgo ha proposto appello richiedendo l’accertamento dell’insussistenza di qualsiasi propria responsabilità ed il rigetto delle domande dei ricorrenti, ovvero in via subordinata che la condanna emessa nei propri confronti, in solido con l’Asl n. 3 ‘Centro del Molise’ in liquidazione, fosse contenuta entro la somma di 260mila euro.

Nel contempo si sono costituiti anche gli Assicuratori coinvolti chiedendo l’integrale rigetto delle domande degli appellati e la riduzione dell’entità del risarcimento ed in ogni caso, in riforma della pronuncia di primi grado, che la condanna dei medesimi a tenere indenne l’Asl in liquidazione fosse limitata all’importo eccedente la franchigia contrattuale di 800mila euro.

Tutte le parti appellanti hanno imputato alla sentenza di primo grado l’erronea interpretazione delle risultanze della ctu.

La Corte di Appello di Campobasso, valutata tutta la documentazione e quindi anche le cartelle cliniche del paziente deceduto, ha accolto gli appelli principali e l’appello incidentale adesivo per quanto di ragione, e per l’effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, restata ferma rispetto determinate statuizioni, condannando il chirurgo e l’Asl in liquidazione con il vincolo solidale, al pagamento dell’importo di oltre 170mila euro e di più di 166mila euro in favore dei congiunti. I giudici hanno poi aggiunto alla condanna nei confronti degli assicuratori la precisazione che ai fini del computo dell’importo da versare eventualmente alla società di assicurazioni, andrà verificata l’intervenuta erosione totale o parziale della franchigia aggregata annua. Condannato chirurgo e Asl n.3 Centro Molise in liquidazione, con il vincolo solidale, al pagamento delle spese sostenute per il giudizio di appello liquidando in oltre 17mila euro per compensi, più il rimborso forfettario nella percentuale del 15% sul compenso, Iva e Cpa come per legge, da versare agli legali delle parti, dichiarando gli assicuratori obbligati a tenere indenne l’Asl n.3 Centro Molise in liquidazione anche da tale pagamento. Gli stessi assicuratori condannati a rimborsare all’ Asl n.3 Centro Molise in liquidazione i due terzi delle spese del doppio grado, liquidate per tale quota, per il primo grado, in più di 19mila euro per compensi oltre al rimborso forfettario nella percentuale del 15%, Iva e Cpa come per legge, e per il secondo grado in più di 11mila euro per compensi oltre al rimborso forfettario nella percentuale del 15%, Iva e Cpa come per legge, dichiarando per entrambi i gradi la compensazione fra le parti delle quote residue.

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