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Riforma del processo civile.
In particolare: la condanna alle spese processuali

Nel testo del ddl  di riforma del processo civile vi sono novità anche per chi abbia agito o resistito in giudizio con mala fede. Sarà così maggiormente penalizzante iniziare o resistere ad una controversia in maniera “strumentale”.  Molto più severe in termini economici le conseguenze.

Nel testo in questione, difatti , è previsto che nel caso in cui la parte soccombente abbia agito o resistito in giudizio con mala fede, il giudice la condanna al pagamento di una somma in favore della controparte, determinata tra il doppio e il quintuplo delle spese legali liquidate.

E’ prevista, quindi, la possibilità per il magistrato di pronunciare, d’ufficio, la condanna  alle spese anche se non sussistono gli altri presupposti di cui all’articolo 96, primo comma, del codice di procedura civile quando emerga che la parte soccombente abbia  agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.

Viene introdotta ( se così si può chiamare) una “sanzione processuale” che però si risolve nel  pagamento di una vera e propria sanzione pecuniaria  di importo determinato nella suddetta misura, in favore della Cassa delle ammende.

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