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Responsabilità da colpa medica, eredi del defunto risarciti in Appello

Sentenza n. 264/2019 – Corte d’Appello di L’Aquila

 

 

Era giunto in ospedale in preda a dolori addominali e a seguito di apposita ecografia era emerso un ispessimento pancreatico. Dimesso con diagnosi di gastroduodenite erosiva ma ancora sofferente l’uomo si era sottoposto a nuovi accertamenti in altra struttura dove invece gli era stato rilevato un tumore al pancreas, causa del decesso pochi mesi dopo.

Lamentato dagli attori un danno da perdita di chance subito dal de cuius a causa della ritardata diagnosi imputabile ai sanitari dell’ASL chiedendone il risarcimento.

L’azienda sanitaria convenuta assumeva però la correttezza dell’operato

Per il giudice di primo grado: ‘una domanda infondata per mancanza di presupposti necessari, da un punto di vista scientifico o anche solo statistico, a riconoscere in capo al paziente un danno da perdita di chance…”. Inoltre “nulla di scientificamente provato era stato detto circa le specifiche condizioni del paziente, circa l’intervento e le cure farmacologiche che all’epoca potevano essere effettuate, né circa l’incidenza causale che dette cure avrebbero avuto sia in termini di durata che di miglioramento della qualità della vita”.

In Appello, però, ad avviso della Corte il motivo era fondato.

Attraverso l’espletata CTU evidenziato un grave ritardo diagnostico da parte dell’ospedale che per primo aveva avuto il paziente.

La Corte, quindi, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato l’appellante responsabile del danno arrecato al defunto condannando a risarcire le sue eredi

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

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