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Remunerazione a 39 medici specializzandi, indennizzo solo per alcuni

Sentenza n. 15780/2019 – Tribunale di Roma, Sezione II

 

 

In 39, tutti laureati in medicina e chirurgia, avevano vinto l’accesso alle scuole di specializzazione conseguendo i rispettivi diplomi tra il 1983 ed il 1994; per questo hanno chiesto con atto introduttivo al Tribunale di Roma di accertare e dichiarare il proprio diritto a percepire un adeguato indennizzo e/o risarcimento dei danni, per l’omessa, incompleta e/o tardiva attuazione nei loro confronti delle direttive CEE 82/76, 75/362, 75/363 nonché per l’attività professionale svolta durante il corso di specializzazione post laurea, ai sensi della direttiva 82/76/CEE formulando le richieste di pagamento di detto indennizzo/risarcimento, in ragione di ciascun anno di corso frequentato, secondo le specifiche di cui alle richieste, oltre interessi e rivalutazione monetaria. Per l’intera durata del corso, poi, l’espletamento di prestazioni mediche di specializzazione nelle strutture ospedaliere in cui erano stati inseriti.

Del resto il legislatore Italiano era stato inadempiente: l’inadempimento si era protratto anche successivamente all’entrata in vigore del decreto legislativo numero 257/1991 con il quale si era provveduto al riconoscimento di una borsa di studio per i soli iscritti alle scuole di specializzazione a far data dall’anno 1991/1992; tale parziale riconoscimento aveva portato alla sollecitazione di una valutazione giurisdizionale della condotta dello stato da parte della Corte di Giustizia, condotta che infatti era stata sanzionata con la dichiarazione che la Repubblica Italiana era venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del trattato CEE.

Per il Tribunale legittimato passivo rispetto alla domanda risarcitoria spiegata dai medici specializzati è soltanto lo Stato italiano. In ordine agli attori che hanno dimostrato di essersi immatricolati in scuole antecedenti all’anno 1982 si ritiene che debba escludersi la responsabilità dello Stato italiano per non avere tempestivamente adempiuto agli obblighi su di esso gravanti in base alle direttive 75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE, per il danno che avrebbero subito gli specializzandi che avevano seguito corsi di specializzazione medica iniziati negli anni precedenti alla data indicata. L’obbligo di corrispondere agli specializzandi un’adeguata remunerazione gravava infatti sugli Stati membri con decorrenza dal 31.12.1982.

Allo stesso modo, soluzione negativa dev’esser offerta per quei medici che non avessero dimostrato di aver conseguito un diploma di specializzazione che non rientrasse nell’ambito delle scuole elencate dagli articoli 5 e 7 della direttiva c.d. “riconoscimento”. In relazione alle singole posizioni disposta diversa liquidazione. Domande accolte in parte, altre rigettate.

 

 

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