Il commento

Reati contro la fede pubblica

In materia di reati contro la fede pubblica, la differenza tra i reati di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri e false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, rispettivamente p. e p. dagli artt. 495 e 496 c.p., deve rinvenirsi, secondo la giurisprudenza di legittimità, nel fatto che mentre nel primo caso le false dichiarazioni devono essere rese al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, ovvero devono essere destinate alla riproduzione in esso; nella seconda ipotesi, le false dichiarazioni, da rendersi comunque ad un pubblico ufficiale, non hanno alcuna attinenza con la formazione di un atto pubblico. L’operato distinguo, seppure meno netto, è valido anche in conseguenza della riformulazione del testo dell’art. 495 c.p. ad opera dell’art. 1, comma 1, lett. b) ter, L. n. 125 del 2008, di conversione del D.L. n. 92 del 2008, che ha eliminato il riferimento diretto all’atto pubblico mantenendolo, tuttavia, implicitamente attraverso l’uso nel primo comma del verbo “attesta” seguito dall’avverbio “falsamente” quale accezione descrittiva della condotta che non si rinviene nel sussidiario art. 496 c.p. e la previsione delle aggravanti di cui al n. 1 e 2 nel comma 2. Il reato di false dichiarazioni personali, dunque, anche a seguito delle modifiche ex L. n. 125 del 2008, si distingue dal quello contemplato dal disposto di cui all’art. 496 c.p. poiché il disvalore è incentrato sulla condotta di attestazione falsa, tale che, nonostante la eliminazione del riferimento all’atto pubblico, il reato de quo incrimina tuttora il soggetto che rende fase dichiarazioni attestanti il proprio stato o altre qualità della propria persona o altrui, destinate ad essere riprodotte in un atto fidefacente idoneo a documentarle. Il reato, di conseguenza, non può ritenersi integrato dalla condotta dell’agente che dichiari non di chiamarsi come risulta dai documenti di identità falsificati, bensì generalità diverse e per questo rinviato a giudizio a fronte di documenti di identità che appaiono ictu oculi falsi.

139-2015

 

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Era il 2 giugno 1946

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