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RAPPORTI DI CONTO CORRENTE.
L’ addebito delle c.m.s. , la natura degli addebiti e la nullità della clausola di pattuizione

Commissione di massimo scoperto – Natura – Modalità di calcolo – Calcolo effettivo sulla somma massima utilizzata – Contraddizione tra calcolo e funzione – Nullità dell’addebito per mancanza di causa.

D.Lgs. 01.09.1993, n. 385, art. 1

La commissione di massimo scoperto consiste nella remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione dei fondi a favore del correntista indipendentemente dall’effettivo prelevamento della somma. Essa, pertanto, ha carattere di corrispettivo dell’obbligo della banca di tenere a disposizione del cliente una data somma e per un tempo determinato. Ne deriva che la stessa va calcolata o sull’intera somma messa a disposizione della banca, ovvero sulla somma rimasta disponibile in quel dato momento e non utilizzata dal cliente. Contrariamente alla sua natura ed alla predetta definizione, spesso la commissione di massimo scoperto non viene calcolata sulla somma affidata o rimasta disponibile, bensì, al contrario, sulla somma massima utilizzata nel periodo e per tutti i giorni del periodo di riferimento, ossia è conteggiata ad ogni chiusura di conto in una misura percentuale sul massimo scoperto del periodo considerato, ovvero sull’esposizione massima effettivamente raggiuntavi, sì da sussistere un’incolmabile contraddizione tra metodologia di calcolo e funzione tradizionale della c.m.s.. Di talché, il relativo addebito è nullo, non trovando esso una giustificazione causale (come accertato e dichiarato nella fattispecie).

Tribunale Civile Pordenone 80-2016

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IL REATO EX ART. 624 C.P.
La fattispecie dell’allaccio abusivo alla rete elettrica di distribuzione

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