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PROCESSO CIVILE TELEMATICO. Nuovi obblighi anche per il professionista ausiliario del Giudice.

Il Processo Civile Telematico (PCT) è un sistema di gestione digitale del processo civile che punta a dematerializzare integralmente i flussi informativi e documentali tra uffici giudiziari, i legali e altri professionisti.

Come noto, in vigore dal 31 dicembre 2014.

L’art 16 bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con la legge di stabilità del 2012 sancisce l’obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali dal 30 giugno 2014.

L’obbligo ricomprende il deposito degli atti e i documenti da parte, unitamente agli altri soggetti ivi indicati, anche, dei soggetti nominati o delegati dal Giudice.

Non esenti, quindi, da  dubbi applicativi anche i medesimi.

Di interesse si rivela una ordinanza del Tribunale di Macerata , in materia,  che ha interessato il caso di un consulente tecnico che aveva effettuato il deposito di “ chiarimenti” in forma cartacea presso la Cancelleria con allegato la quantificazione delle competenze.

L’ordinanza in questione ha  sottolineato che anche per gli ausiliari del giudice – nel caso di specie CTU – in virtù del disposto dell’art. 16 comma 1 D.L. 179/12, convertito in L. 221/12,  sussiste l’obbligo di depositare i propri atti in modalità telematica.

Cosicché il Giudice ha “subordinato” la liquidazione del compenso richiesto dal CTU al necessario deposito telematico.

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IL PROCESSO CIVILE TELEMATICO.
Il deposito di atti non contemplati nel Decreto Legge 24 giugno 2014 n.90.

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