Il commento

Prestazioni lavorative extra: per la rivendicazione occorre la prova diretta e rigorosa

Nella sentenza in commento si affronta la questione delle rivendicazioni per prestazioni oltre il normale orario di lavoro da parte di un lavoratore.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Firenze ha respinto il ricorso applicando la regola prevista dall’art. 2697 c.c. ritenendo non provata la domanda proposta.

Nella motivazione della decisione si richiama pertanto il principio che l’onere della prova di chi agisce per ottenere la corresponsione di compensi per lavoro straordinario grava sul lavoratore e che tale prova deve avere ad oggetto non solo lo svolgimento della prestazione lavorativa oltre il normale orario di lavoro, ma anche la prova dell’articolazione di tale prestazione con riferimento ad eventuali pause dovute al fine di poter ricostruire la prestazione resa.

Nella motivazione il giudice ha altresì escluso che possa farsi ricorso a valutazioni equitative, pur essendo ammesso il ricorso a presunzioni semplici.

Tuttavia, non basta la prova di aver svolto lavoro straordinario ma occorre quantomeno la dimostrazione di quando i limiti di orario di fatto siano stati superati.

Dovendosi quindi determinare la misura del fatto costitutivo occorre la prova diretta e rigorosa non potendosi fare ricorso in alcun modo a valutazioni equitative.

 

NOTE A SENTENZA505

 

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