Il commento

Pluriclassi: il Tar Molise accoglie il ricorso del Comune di Colletorto e dei genitori

Con sentenza n. 355 depositata il 15.9.2015, il Tar Molise ha accolto il ricorso promosso dal Comune di Colletorto, unitamente ai genitori degli alunni delle classi I e II della Scuola secondaria di I° grado dello stesso comune, tutti rappresentati e difesi dagli avvocati del foro di Campobasso, Giuseppe Ruta e Massimo Romano, che avevano impugnato la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Molise di costituire, per l’anno scolastico 2014-2015, una pluriclasse, tra le classi I e II, composta da n. 21 alunni, due dei quali con gravissime disabilità, nonché di rigettare l’istanza di sdoppiamento della stessa pluriclasse presentata stragiudizialmente.

Il pronunciamento si segnala per la chiarezza espositiva con la quale viene tracciato il quadro normativo che disciplina la formazione ed il numero di alunni delle pluriclassi, segnatamente nei comuni montani, affrontando anche la fattispecie peculiare della presenza di alunni con gravi disabilità, assumendo pertanto il valore di un orientamento che va ben oltre i confini del caso di specie dedotto in giudizio.

I giudici amministrativi molisani hanno pertanto rilevato che “l’accorpamento delle classi I e II della Scuola secondaria di I° grado di -OMISSIS- e la creazione, al loro posto, di una pluriclasse con un numero di 21 alunni, risulta in contrasto con la previsione di cui all’art. 11, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica del 20/03/2009, n.81 a mente del quale: nelle scuole e nelle sezioni staccate funzionanti nei comuni montani, nelle piccole isole, nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche possono essere costituite classi anche con alunni iscritti ad anni di corso diversi, qualora il numero degli alunni obbligati alla frequenza dei tre anni di corso non consenta la formazione di classi distinte. In tale caso gli organi collegiali competenti stabiliscono i criteri di composizione delle classi, che non possono contenere più di 18 alunni e programmano interventi didattici funzionali al particolare modello organizzativo”. A tale previsione si accompagna poi anche quella di cui all’art. 5, co. 2, del medesimo decreto n. 81/2009, a mente del quale “Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni”.

Sennonché, l’ufficio scolastico non ha applicato tali disposizioni alla fattispecie, seza tenere conto che il Comune di -OMISSIS- è qualificato come montano e che tra gli alunni è presente anche un disabile, di modo che sdoppiamento della pluriclasse costituiva un atto dovuto.

Del resto anche le linee guida regionali aventi ad oggetto l’organizzazione della rete scolastica regionale 2014/2016 del 17 giugno 2013 n. 277, al punto 6, affermano espressamente che le pluriclasse andrebbero “possibilmente eliminate”, esprimendo un chiaro indirizzo politico che la determinazione impugnata ha indubbiamente disatteso rendendo la delibera affetta anche da eccesso di potere” (Tar Molise, sentenza 15-09-2015, n. 355).

 

 

Soddisfazione è stata espressa dai legali dei ricorrenti, entrambi del foro di Campobasso, Giuseppe Ruta e Massimo Romano:

“Un pronunciamento ineccepibile che chiarisce anche la preminenza del diritto all’istruzione rispetto alle – pur comprensibili – esigenze di contenimento dei costi, le quali ultime non possono che essere recessive al cospetto del primo. Ed infatti, il giudice amministrativo ha chiarito che «Nella sostanza la formazione delle pluriclasse deve essere riguardata come estrema ratio a cui ricorrere nei casi di mancato raggiungimento delle soglie minime per la formazione delle classi ordinare, potendosi desumere dal contesto normativo appena visto che le esigenze di contenimento della spesa che conducono alla formazione delle pluriclasse trovano spazio solo subordinatamente al verificarsi delle condizioni specificamente previste, limitandosi così la discrezionalità dell’Amministrazione scolastica”.

 

sentenza 355-2015

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