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Pena detentiva. Richiesta di conversione in pena pecuniaria

Pena detentiva – Richiesta di conversione in pena pecuniaria – Valutazione – Criteri ex art. 133 c.p. – Rilevanza di singoli elementi.

(L. 24.11.1981, n. 689, art. 58).

(C.p. art. 133).

Il giudice, in virtù della previsione di cui all’art. 58, L. n. 689 del 1981, a fronte di una richiesta di conversione della pena detentiva nella corrispondente pecuniaria, è tenuto alla relativa valutazione secondo i criteri di cui all’art. 133 c.p.; ciò tuttavia, non impone al decidente di prendere in esame tutti gli elementi anzidetti, ben potendo egli motivare il rigetto della richiesta solo in relazione a taluni aspetti ritenuti decisivi, quali la inefficacia della sanzione (come nella specie, ove del tutto il giudice di primo grado ha ritenuto che la conversione della già modesta pena detentiva priverebbe la sanzione di qualsiasi efficacia rieducativa e deterrente, tanto più necessaria a fronte di una contestata e ritenuta recidiva specifica, reiterata ed infraquinquennale).

Corte di Appello di Trento; sentenza del 15 febbraio 2017, n. 41; Pres. Dr.ssa D. Genalizzi.

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