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Opposizione al pignoramento inammissibile perché proposta tardivamente

Tribunale di Avezzano – Sentenza n. 418/2019

 

Ha introdotto la fase di merito del giudizio di opposizione all’atto di pignoramento presso terzi in forza di un decreto ingiuntivo a cui era stata apposta la esecutività. Con successiva ordinanza è stata rigettata l’istanza di sospensione della procedura. A supporto della domanda, la parte attrice, ha eccepito la nullità o comunque l’inesistenza della notifica nei propri confronti del titolo esecutivo. Nel merito, invece, ha contestato la sussistenza della pretesa creditoria azionata nei propri confronti sia per l’inidoneità della documentazione prodotta sia perché dell’obbligazione avrebbe dovuto rispondere il firmatario delle scritture private.

A costituirsi in giudizio la società convenuta deducendo l’infondatezza dell’opposizione in quanto le doglianze sulla nullità della notifica del decreto ingiuntivo si sarebbero dovute far valere mediante l’opposizione tardiva e quindi nel rispetto del termine perentorio di cui all’art. 650 cpc.

Il privato, regolarmente citato, non si è costituito in giudizio, dichiarandone, alla prima udienza, la contumacia. La causa è stata quindi istruita mediante la sola acquisizione delle produzioni documentali offerte dalle parti.

Per il giudice l’opposizione è inammissibile in quanto tardivamente proposta. In evidenza, tra tutto, che solo nel secondo atto l’attrice ha introdotto, per la prima volta, la tesi della inesistenza della notifica.

Il decreto ingiuntivo è stato notificato, ma non essendo stata rinvenuta alcuna persona abilitata a ricevere l’atto, l’ufficiale giudiziario ha provveduto al deposito della copia presso la Casa Comunale ed a inviare alla medesima società la raccomandata di avviso di avvenuto deposito non ritirata nel termine di dieci giorni.

Attrice condannata al pagamento, in favore della convenuta, delle spese di lite.

 

 

 

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