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MUTUO E INTERESSI USURARI

Contratto di mutuo – Superamento del tasso soglia – Usura – Interessi corrispettivi e di mora – Natura e funzioni.

(C.c., art. 1813).

Nel contratto di mutuo gli interessi si intendono usurari quando superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, e quindi anche a titolo di interessi moratori. Del tutto distinti sono la funzione, la natura e i criteri applicativi del tasso di interessi corrispettivi e di quello di mora posto che il tasso moratorio trova applicazione, in presenza d’inadempimento, in via sostitutiva di quello corrispettivo e non già in via cumulativa. Infatti, mentre gli interessi corrispettivi si applicano soltanto sul capitale a scadere, essendo il corrispettivo del diritto del mutuatario a godere della somma capitale in conformità al piano di rimborso graduale, gli interessi di mora si applicano soltanto sul debito scaduto. Il tasso di mora, dunque, sostituisce il tasso corrispettivo, e pertanto i due tassi non sono tra loto cumulabili. Ne consegue che il mutuatario può essere tenuto a corrispondere, per un certo periodo, o il tasso corrispettivo (se il capitale deve ancora scadere) oppure il tasso di mora (se la rata è già scaduta), mentre non può, né mai potrebbe, essere chiamato a pagare un tasso di interesse periodale pari alla somma del tasso corrispettivo e della mora.

Tribunale di Cagliari, sezione I, sentenza del 4 ottobre 2016, n. 2724, Giudice, dott. A. Bernardino.

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