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LO STATO DI INSOLVENZA E LA DECADENZA DAL BENEFICIO DEL TERMINE.

I PRESUPPOSTI DI CUI ALL’ART. 1186 C.C.

Stato di insolvenza – Art. 1186 c.c. – Debitore – Decadenza dal beneficio del termine – Dissesto economico – Configurabilità – Fattispecie – Legittimità del recesso della banca.
c.c. artt. 1186, 1845
Lo stato di insolvenza, cui fa riferimento l’art. 1186 c.c. ai fini della decadenza del debitore dal beneficio del termine, è rappresentato da una situazione di dissesto economico, sia pure temporaneo, in cui il debitore venga a trovarsi, che renda verosimile l’impossibilità da parte di quest’ultimo di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. Tale stato di insolvenza non deve rivestire i caratteri di gravità ed irreversibilità, potendo conseguire anche ad una situazione di difficoltà economica e patrimoniale reversibile, purché idonea ad alterare, in senso peggiorativo, le garanzie patrimoniali offerte dal debitore, dovendo esso essere valutato con riferimento al momento della decisione. Nella fattispecie, a dispetto di quanto asserito dagli opponenti, sussistevano i presupposti previsti dal citato art. 1186 c.c., considerato che a carico della società opponente erano state prenotate ipoteche giudiziali di ingente importo, oltre al fatto che la stessa era stata messa in liquidazione per l’impossibilità di raggiungimento dello scopo sociale, considerata la sua ingente esposizione debitoria. Altresì, era infondata anche la doglianza del mancato rispetto del termine di preavviso per l’esercizio del recesso, considerato che legittimamente nel contratto oggetto di causa era stato previsto che la banca avrebbe potuto recedere in qualsiasi momento, dando un preavviso al correntista non inferiore ad un giorno per il pagamento di quanto dovuto.

Tribunale Civile Trento 388-2016

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