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Lesioni personali colpose, assoluzione per due sanitari per assenza dell’elemento soggettivo

Sentenza n. 70/2019 – Tribunale ordinario di Pescara

 

 

Erano finiti in giudizio perché imputati di aver causato, per colpa derivante da imprudenza, negligenza e grave violazione delle regole dell’arte medica, lesioni gravissime a danno di una donna, consistite in perforazione uterina con derivante sindrome performativa addominale, con coinvolgimento della tuba destra e dell’addome.

Di conseguenza l’indebolimento permanente dell’organo riproduttivo della vittima nonché una malattia di durata superiore ai 40 gg con pericolo di vita della medesima

Tra i fatti contestati anche la procedura adottata dai due sanitari coinvolti nel giudizio: esclusa l’immediata laparoscopia per verificare se l’intervento avesse prodotto una lacerazione negli organi interni contigui all’utero e dei vasi anteriori, la decisione di monitorare continuamente la paziente per stabilire se i valori ematici evidenziassero i segni di una eventuale emorragia interna rivelatrice di una lesione causata dall’intervento.

All’analisi degli elementi a disposizione, quest’ultimo aspetto si sarebbe mostrato in concreto efficace a scongiurare eventi lesivi a carico della paziente, operata in tempo. Inoltre, per il giudice, lo stesso intervento sarebbe stato correttamente eseguito nell’ambito delle buone pratiche clinico assistenziali con un mero errore esecutivo, qualificabile come imperizia non grave

Tuttavia, per assenza dell’elemento soggettivo entrambi i sanitari sono stati assolti dalla’imputazione di lesioni personali colpose

 

La sentenza in esame può essere richiesta per mezzo di Lexgenda alla voce ‘Richiedi una sentenza’

 

 

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