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LE SPESE DI GIUDIZIO NEL PROCESSO TRIBUTARIO. Il diritto al rimborso da parte dell’Amministrazione Finanziaria nel caso di esito vittorioso per il contribuente.

Contribuente – Reclamo avverso l’atto impositivo – Accoglimento – Annullamento dell’atto illegittimo – Obbligo dell’Amministrazione di rimborsare le spese al contribuente.

Art. 17 bis, D.Lgs. 31.12.1992, n. 546

L’accoglimento del reclamo proposto dal contribuente ai sensi della previgente formulazione dell’art. 17 bis, D.Lgs. n. 546 del 1992, con conseguente annullamento dell’atto illegittimo, da parte dell’Amministrazione finanziaria, comporta l’obbligo per la stessa di rimborsare al contribuente le spese che lo stesso ha dovuto sostenere per munirsi della difesa tecnica imposta dalla legge. Al contrario opinando si perverrebbe alla conclusione che il diritto di difesa (nel quale è ricompreso l’obbligo della difesa tecnica) è garantito per il contribuente non nella sua interezza, come disposto dall’art. 24 della Costituzione, ma diminuito dell’esborso sostenuto per il compenso del difensore. In merito deve rilevarsi che il reclamo, secondo la previgente formulazione della richiamata norma, doveva rispettare le medesime esigenze di forma del ricorso e specificare, in modo ad esso identico, l’oggetto ed i motivi della domanda, tanto che il ricorso stesso produceva anche gli effetti di un reclamo e poteva contenere una proposta di mediazione, di talché il contribuente era tenuto ad affrontare per la redazione di tale atto le spese necessarie per la introduzione del giudizio di primo grado, dovendosi comunque compensare il difensore per l’assistenza ricevuta.

CTP Campobasso 147-2016 Sez. 3

 

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