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LAVORO SUBORDINATO E FERIE

Ha diritto al risarcimento il lavoratore che non gode delle ferie entro l’anno?

La Suprema Corte con il provvedimento n. 1756 /2016 è per il SI!.

 

Il caso.

Il datore di lavoro ( nel caso di specie una società  ) era stata condannata a risarcire i danni al dipendente mediante il pagamento di una somma quale indennità sostitutiva di ferie e riposi non goduti, nel corso degli anni di lavoro.

La Corte d’Appello chiamata a pronunciarsi aveva ritenuto sufficiente a fondare il diritto dell’appellato, la circostanza che il datore di lavoro non aveva garantito al lavoratore, la fruizione del diritto alle ferie, in particolare, attraverso una corretta programmazione del lavoro.

La società ricorreva in Cassazione.

Gli ermellini nella sentenza in esame hanno testualmente ritenuto che “ … il diritto alle ferie nel nostro ordinamento gode di una tutela rigorosa, di rilievo costituzionale, visto che l’art. 36 Cost., comma 3, prevede testualmente che “il lavoratore ha diritto al riposto settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi. All’interno della più ampia categoria dei riposi lavorativi (pause intermedie, riposo giornaliero, settimanale ed annuale) quello feriale riveste una più accentuata dimensione personalistica ed esistenziale in quanto rivolto – più delle altre tipologie di riposo – non solo al recupero delle energie psicofisiche spese dal lavoratore per l’esecuzione della prestazione, ma anche a consentire alla persona di poter coltivare interessi morali e materiali, personali e sociali di natura extralavorativa, fruendo di un periodo tempo libero retribuito. Le ferie rappresentano, perciò, un diritto che va correlato alla persona del lavoratore e vanno riguardate più in funzione della qualità della vita che del rispetto di equilibri contrattuali..”

Su questa base di principi la Suprema Corte ha sancito il principio secondo il quale le ferie annuali devono essere godute entro l’anno di lavoro e non successivamente, altrimenti, decorso l’anno di competenza, il datore di lavoro è tenuto a pagare al dipendente un’indennità sostitutiva di ferie e riposi non goduti ( il precedente riportato in sentenza è la sentenza n. n. 13980/2000 – Sez. lavoro) .

Si è precisato , altresì , testualmente che “fermo il carattere irrinunciabile del diritto alle ferie, garantito anche dall’art. 36 Cost., ove in concreto le ferie non siano effettivamente fruite, anche senza responsabilità del datore di lavoro, spetta al lavoratore l’indennità sostitutiva che ha, per un verso, carattere risarcitorio, in quanto idonea a compensare il danno costituito dalla perdita di un bene (il riposo con recupero delle energie psicofisiche, la possibilità di meglio dedicarsi a relazioni familiari e sociali, l’opportunità di svolgere attività ricreative e simili) al cui soddisfacimento l’istituto delle ferie è destinato e, per altro verso, costituisce erogazione di indubbia natura retributiva, perché non solo è connessa al sinallagma caratterizzante il rapporto di lavoro, quale rapporto a prestazioni corrispettive, ma più specificamente rappresenta il corrispettivo dell’attività lavorativa resa in periodo che, pur essendo di per sé retribuito, avrebbe invece dovuto essere non lavorato perché destinato al godimento delle ferie annuali, restando indifferente l’eventuale responsabilità del datore di lavoro per il mancato godimento delle stesse”.

 

Veniva, pertanto, rigettato il ricorso del datore di lavoro.

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