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L’ACCOLLO NELLE OBBLIGAZIONI: EFFETTI

Obbligazioni e contratti – Accollo interno ed esterno – Caratteri e differenze – Effetti dell’accollo – Volontà chiara delle parti.

(C.c., art. 1273).

L’accollo interno ricorre quando il debitore convenga con il terzo l’assunzione, da parte di quest’ultimo, in senso puramente economico, del peso del debito, senza, tuttavia, attribuire alcun diritto al creditore e senza modificare l’originaria obbligazione. Ne consegue che il terzo assolve il proprio obbligo di tenere indenne il debitore adempiendo direttamente ovvero anticipando al debitore i mezzi necessari o rimborsando le somme pagate al debitore che ha adempiuto. L’art. 1273 c.c. delinea, dunque, l’accollo esterno come contratto in favore del terzo, determinando, l’adesione all’accollo da parte del creditore, il solo effetto di rendere irrevocabile la relativa stipulazione. Invece, nell’ipotesi di accollo interno o c.d. semplice, il negozio non comporta una modificazione soggettiva dell’originaria obbligazione, determinando l’assunzione del debito in senso puramente economico, per cui di traduce nell’assunzione di un’obbligazione riconducibile ai soli rapporti tra le parti del negozio, avente ad oggetto semplicemente l’assunzione degli effetti economici del debito altrui ma non il debito, ovvero il compimento di qualsiasi attività o prestazione idonea a sollevare il debitore principale dalle conseguenze economiche del debito. L’accollo sortisce i suoi effetti a condizione che la volontà delle parti sia espressa in maniera chiara.

Tribunale di Genova, sezione II, sentenza del 17 giugno 2016, n. 2169, Giudice, dott.sa L. Veneri.

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